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Giorgio Strehler
di carocciae@piccoloteatromilano.it
Al Piccolo Teatro di Milano, che ha guidato quasi ininterrottamente per oltre 50 anni, ha diretto e interpretato spettacoli che appartengono alla storia del teatro e della regia.
La sua è un'eredità pesante: più di duecento spettacoli tra prosa e opera lirica, in cui si rivela la caparbietà del regista nel ricercare le ragioni profonde dell'agire umano, il lavoro instancabile sui testi e sui segni del teatro - le luci, le scene, le situazioni di incredibile poesia ricostruite a partire dal poco o nulla - , il metodo duro ma redditizio di preparazione dei suoi attori.
Nasce a Barcola (Trieste) il 14 agosto 1921; a diciannove anni è un giovane neodiplomato all'Accademia dei Filodrammatici di Milano.
Nel capoluogo lombardo, dove si è trasferito da ragazzo dopo la morte del padre, frequenta il liceo Parini stringendo amicizia con Paolo Grassi, di cui condivide le idee politiche e il sogno di realizzare un nuovo teatro d'arte aperto alle masse e basato sulla qualità e la ricchezza del repertorio.
Come Grassi collabora a riviste di settore e partecipa attivamente al dibattito sulla riforma del teatro italiano.
Durante la seconda guerra mondiale è rifugiato in Svizzera.
Con pochi mezzi riesce a mettere in scena alcuni spettacoli (Assassinio nella cattedrale di T.S. Eliot, Caligola di Camus e Piccola città di T. Wilder, tutti tra il 1942 e il 1945) e grazie a questa esperienza prende coscienza della sua vocazione alla regia, anche se prima di partire militare aveva recitato nel gruppo Palcoscenico di Posizione a Novara.
Al rientro in Italia firma alcuni spettacoli per importanti compagnie di giro ( Il lutto si addice ad Elettra di O'Neill e Caligola di Camus in cui recita nel ruolo di Scipione) poi, nel 1947, la svolta.
Il teatro d'arte vagheggiato insieme a Paolo Grassi apre i battenti la sera del 14 maggio con il nome di Piccolo Teatro, inaugurato da L'albergo dei poveri di Gor'kij: è il primo organismo teatrale stabile in Italia e presto raccoglierà un gruppo compatto di professionisti che sceglieranno di seguire Strehler e Grassi in questa nuova avventura.
Ad eccezione di un periodo di "latitanza" coinciso con la rivoluzione culturale del '68 - dal '69 al '71 è il capofila del Gruppo Teatro Azione con cui mette in scena lavori di Gorkij, Weiss e Brecht - la storia umana e professionale di Giorgio Strehler si svolge prevalentemente al Piccolo Teatro, che dirige fino alla morte.
Qui dirige e interpreta spettacoli indimenticabili, tutti accomunati da un tema ricorrente: l'uomo nel suo rapporto con la storia, la politica, la società.
Sembra perciò quasi obbligata la scelta di alcuni autori chiave, particolarmente frequentati nel corso degli anni: Skakespeare (Riccardo II ,1948; Giulio Cesare, 1953; Coriolano, 1957; Il gioco dei potenti, 1965; Re Lear, 1972; La tempesta, 1978), Goldoni (La trilogia della villeggiatura, 1954; Le baruffe chiozzotte,1964; Il campiello, 1975; Arlecchino in tutte le sue versioni a partire dal 1947, Brecht, di cui diviene regista unico ( L'opera da tre soldi, 1956; L'anima buona di Sezuan, 1958, 1981,1996; Santa Giovanna dei Macelli, 1970; Vita di Galilei, 1963), Checov (Platonov, 1959; Il giardino dei ciliegi, 1955 e 1974), Pirandello ( I giganti della montagna, 1947, 1966, 1994; Come tu mi vuoi, 1988) Bertolazzi (El nost Milan, 1955, 1979; L'egoista, 1960).
E ancora Temporale di Strinberg (1980), La casa di Bernalda Alba di Garcia Lorca (1955) per la drammaturgia borghese e tanti altri.
Con l'appoggio del presidente francese François Mitterand e del suo ministro alla cultura Jack Lang nel 1982 fonda l'associazione dei Teatri d'Europa, che esiste tuttora e ha sede a Parigi.
Muore a Lugano la notte di Natale del 1997, a pochi mesi dall'inaugurazione di una nuova sede teatrale del Piccolo nel centro di Milano e dall'andata in scena della sua ennesima opera lirica, il Così fan tutte di W.A. Mozart.
In vita ha ottenuto numerosi riconoscimenti: in Germania è stato insignito della Legion D'Onore e della Croce al merito della Repubblica Federale Tedesca, in Italia ha ricoperto le cariche di senatore e parlamentare Europeo e si è fregiato del titolo di Grande Ufficiale e Cavaliere di Gran Croce della Repubblica Italiana.
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