"Freud o l'interpretazione dei sogni" - Freud e l'arte: una relazione pericolosa

Il lavoro e il pensiero di Sigmund Freud e in generale della psicanalisi, di cui fu il fondatore, ha influito profondamente sull’arte e sulla critica d’arte nel XX secolo.
Ma Freud non amava gli artisti a lui contemporanei, come si evince da alcune brevi lettere scritte nel corso degli anni: «Ho preso in mano il suo opuscolo sull’espressionismo con curiosità fervida e con altrettanta avversione, … questi … individui non possono pretendere al titolo di artisti».
«… ho ricevuto il disegno che presumibilmente dovrebbe rappresentare la sua testa. È spaventoso. …Ho sentito dire … che l’artista sostiene di averla vista cosi...».
Nel 1938 Freud incontra a Londra Salvator Dalì: «Fino a ora ero incline a considerare i surrealisti, che sembra mi abbiano prescelto come loro santo patrono, dei puri folli, o diciamo puri al 95 per cento, come l’alcool... Sarebbe davvero assai interessante esplorare analiticamente le origini di una pittura del genere...».
Al contrario dedica il suo interesse ad alcuni grandi artisti del passato come dimostrano i saggi su Leonardo, dove interpreta psicoanaliticamente il sogno dell’avvoltoio, e quello sulla statua del Mosè di Michelangelo per il mausoleo di Giulio II.

Freud e l'arte: una relazione pericolosa è il titolo dell'incontro con Francesca Alfano Miglietti. Critico d’arte, curatrice di mostre, docente all’Accademia di Belle Arti di Brera e autrice di numerosi saggi dedicati alle nuove frontiere dell’arte contemporanea, Miglietti parlerà del rapporto di Freud con gli artisti a lui contemporanei e non solo.