Piccolo Teatro Di Milano - Stagione 2010-2011
 










4.48 Psychose

Icona dei cinefili, amata dai registi di culto sia in scena che sullo schermo, Isabelle Huppert e la sua nevrotica sensibilità danno voce al tormento di vivere di Sarah Kane in questo agghiacciante e bellissimo testo che è anche un testamento.


Al suo debutto francese nell’autunno 2002, 4.48 Psychose di Sarah Kane - testo noto per aver tristemente anticipato il suicidio dell’autrice inglese nel febbraio 1999 - firmato dal regista Claude Régy, con Isabelle Huppert a cui si affianca Gérard Watkins, ha segnato uno dei momenti più significativi della saison parigina, con risonanze ed echi internazionali non ancora sopiti. Con la complicità di una Huppert insuperabile, Régy ha costruito uno spettacolo di estremo nitore, capace di suggerire, con la forza della parola e il potere del gesto, la “rottura” della sottile linea di demarcazione tra follia e realtà, coscienza e vita dell’inconscio.
«In questo lavoro – ha dichiarato Régy - il mio obiettivo è riuscire a mettere in luce quelle zone dell’essere umano che la nostra società, obnubilata dal "risultato" e dalla "riuscita", non riesce a vedere».
Immobile, inflessibile e fragile, sola in scena, un paio di pantaloni in pelle nera e una t-shirt blu, Isabelle Huppert dà corpo e voce a queste zone d’ombra, con una capacità unica nel trasporre i segni verbali in tracce fisiche di malessere o improvviso trasporto. Nel vuoto di uno spazio scenografato con pannelli di tulle, ora opachi, ora trasparenti a rendere percettibile la presenza/assenza di un interlocutore (Gérard Watkins) o a tradurre iscrizioni misteriose, la protagonista restituisce un universo di sofferenza dall’altissimo contenuto emotivo.
«L’attore – ha dichiarato Huppert in proposito – è sempre in bilico tra il controllo e l’"istante", che ne incarna l’opposto. Vive sempre sulla linea di demarcazione tra conscio e inconscio. Se si trovasse nella condizione di completo abbandono, non sarebbe più "attore" ma "delirante". La difficoltà evidente in una pièce che si intitola 4.48 Psychosis è che questa frontiera si abolisce in po’ di più. Si è vicini al delirio, senza mai abbracciarlo. Spero…».



locandina
Teatro Strehler
9 – 11 dicembre 2005

4.48 Psychose
di Sarah Kane
regia Claude Régy
traduzione francese Evelyne Pieiller
con Isabelle Huppert
e Gérard Watkins
scene Daniel Jeanneteau
luci Dominique Bruguière
costumi Ann Williams

Produzione internazionale Polimnia

Coproduzione Les Ateliers Contemporains-Paris, CICT/Theatre des Bouffes du Nord-Paris

Spettacolo in francese con sovratitoli in italiano

Durata: 1h45'

prezzi
SERIE FESTIVAL

Platea:
Intero, Euro 35,00
Ridotto card Gio/Anz, Euro 20,00
Balconata:
Intero, Euro 27,00
Ridotto card Gio/Anz, Euro 17,00

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Last Minute: Euro 12,50 (disponibile solo su internet)


Per informazioni e prenotazioni, tel. 02/72.333.222