Piccolo Teatro Di Milano - Stagione 2010-2011
 










Arlecchino alla Scala

Si aprono con un evento eccezionale le celebrazioni per il decennale della scomparsa di Giorgio Strehler.
Martedì 25 settembre, infatti, andrà in scena al Teatro alla Scala, in una serata speciale aperta a tutta la città e intitolata “Milano per Strehler”, l’Arlecchino servitore di due padroni con Ferruccio Soleri, da 45 anni straordinario interprete del capolavoro goldoniano messo in scena da Giorgio Strehler.

Lo spettacolo, prodotto dal Piccolo Teatro, è a ingresso gratuito.


Esauriti a tempo di record i biglietti gratuiti per la rappresentazione di Arlecchino servitore di due padroni al Teatro alla Scala, lo spettacolo-simbolo del Piccolo Teatro con Ferruccio Soleri, tornerà comunque in scena dall’11 al 23 dicembre prossimi al Teatro Grassi.
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La rappresentazione di uno spettacolo di prosa alla Scala costituisce un evento storico, un evento che fa registrare allo spettacolo goldoniano il record di 2.558 repliche in Italia e nel mondo.

Dopo l’Arlecchino alla Scala l’omaggio a Strehler continuerà con una nuova versione della Storia della bambola abbandonata con Andrea Jonasson, che coinvolgerà anche alcuni bambini della scuola primaria di Milano, Roma e Prato (in scena al Piccolo Teatro Studio, dal 14 ottobre al 4 novembre 2007).

La collaborazione tra Piccolo Teatro e Scala nel nome di Strehler continuerà a dicembre con il riallestimento del Così fan tutte (in scena al Piccolo Teatro Strehler dal 13 al 22 dicembre) che vedrà anche la partecipazione di giovani interpreti e musicisti dell’Accademia della Scala.

Ma in questi giorni i riflettori sono puntati sull’Arlecchino e sulla serata-evento che vede la collaborazione tra due grandi istituzioni culturali milanesi.
«All’inizio della mia storia personale con Giorgio Strehler, trent’anni fa esatti, c’è Arlecchino», ricorda Stéphane Lissner, Sovrintendente del Teatro alla Scala. «Nel 1977, quando ero direttore del Théâtre National di Nizza, volevo quello spettacolo già famoso nel mondo, a tutti i costi, ma era terribilmente difficile organizzarne la trasferta. Venni a Milano e incontrai Nina Vinchi: fu lei a prodigarsi e a trovare una soluzione per l’anno seguente».
«Nel 1985», aggiunge Lissner, «tornato a Parigi, portai allo Châtelet l’Opera da tre soldi di Brecht, con Milva, e nel 1989, sempre allo Châtelet, Strehler creò la sua regia per Fidelio di Beethoven, con Lorin Maazel sul podio, che poi giunse alla Scala. E in quegli anni Ottanta, per la sua venuta al Théâtre de l’Europe, tenni di persona i contatti fra Strehler e l’allora ministro francese della Cultura, Léotard».
«Quando Sergio Escobar», conclude Lissner, «mi ha proposto di ospitare Arlecchino servitore di due padroni alla Scala, per celebrare i 60 anni del Piccolo e i 10 dalla morte del Maestro, non ho avuto un attimo di esitazione. Per me, Strehler e lo spettacolo simbolo del "suo" Piccolo, sono parte della mia vita, della mia idea di teatro, dei miei affetti. Un felice segno del destino nella mia carriera».

La serata del 25 settembre rappresenta un evento unico di grande significato simbolico.
«Rarissimi sono stati in epoca moderna, gli spettacoli di prosa rappresentati alla Scala», spiega Sergio Escobar, direttore del Piccolo Teatro, «e comunque si è trattato sempre di produzioni in cui forte risultava l’intreccio con la musica. Basti pensare alla doppia esecuzione, teatrale e musicale, nel 1969, dell’Edipo re di Sofocle-Gabrielli e dell’Oedipus Rex di Cocteau-Stravinskij, con la direzione musicale di Claudio Abbado e la regia di Giorgio De Lullo».
«Anche nel caso di Arlecchino, spettacolo che Strehler allestì per la prima volta nell’estate 1947, esiste un forte legame tra prosa e teatro musicale, ma si gioca non tanto sul testo, quanto sul lavoro artistico di Giorgio Strehler. Per il fondatore del Piccolo», prosegue Escobar, «il palcoscenico della Scala è stato una seconda casa: al Piccolo come alla Scala, Strehler ha messo alla prova il proprio talento di riformatore della scena italiana del Novecento. In questo senso, un rapporto privilegiato lo ha unito a due autori: Carlo Goldoni per la prosa e Wolfgang Amadeus Mozart nell’opera lirica. Ma “prosa” e “lirica” sembrano termini angusti: la sua è stata una ricerca continua del teatro totale, del teatro universale. Perciò non è un caso che quest’anno la collaborazione con la Scala ci veda impegnati proprio per Arlecchino di Goldoni e Così fan tutte di Mozart, oltre alla riproposta con Andrea Jonasson de La storia della bambola abbandonata. Così fan tutte è l’ultima opera messa in scena da Strehler, è la sintesi della sua visione del teatro e la summa del suo percorso musicale».
«In Goldoni e Mozart, Strehler leggeva la stessa intuizione», conclude Escobar: «la vita è una tragedia inevitabile da affrontare con l’amara saggezza dell’ironia e con la forza della leggerezza del teatro. Così, quel Don Giovanni “nero”, che creò per il 7 dicembre 1987 – e che ebbi la fortuna di seguire nel lungo e tormentato periodo delle prove alla Scala - con la direzione di Riccardo Muti, le scene e i costumi della coppia Frigerio-Squarciapino, quanto in comune ha con l’Arlecchino che Strehler chiamò “dell’Addio”, di soli pochi mesi successivo, spettacoli nati entrambi da una profonda, lucida ma sempre appassionata disperazione!».

La serata dell’Arlecchino alla Scala vede la collaborazione anche di un imprenditore illuminato.
«Appassionato d’arte e di teatro, non potevo mancare ad un evento così importante», sottolinea Vito Gulli, presidente di Generale Conserve. «Come tutti coloro che condividono questa passione, sono sensibile alla qualità della vita e sono convinto che l’arte e la cultura l’alimentino e l’arricchiscano, in tutte le sue espressioni. Qualità della vita, che esige una qualità alimentare di alto livello, accompagnata da una sensibilità ormai imprescindibile, agli aspetti etici ed ecologici. Per questo», conclude Vito Gulli, «l’Azienda che rappresento ha colto l’opportunità di unirsi al pubblico di questo grande evento, per sostenere l’arte e la cultura col suo marchio Ás do Mar. Un pubblico di amici e di appassionati che oggi, insieme, condivide la qualità della vita in questo splendido contesto».

locandina
Teatro alla Scala
martedì 25 settembre ore 20.00

Arlecchino servitore di due padroni
di Carlo Goldoni
regia Giorgio Strehler
messa in scena da Ferruccio Soleri
con la collaborazione di Stefano de Luca
scene Ezio Frigerio
costumi Franca Squarciapino
luci Gerardo Modica
musiche Fiorenzo Carpi
movimenti mimici Marise Flach
scenografa collaboratrice Leila Fteita

Personaggi - Interpreti
Pantalone de’ Bisognosi Giorgio Bongiovanni
Clarice, sua figlia Sara Zoia
il Dottor Lombardi Tommaso Minniti
Silvio, di lui figliolo Stefano Onofri
Beatrice, torinese in abito da uomo, sotto il nome di Federico Rasponi Giorgia Senesi
Florindo Aretusi, di lei amante Sergio Leone
Brighella, locandiere Enrico Bonavera
Smeraldina, cameriera di Clarice Alessandra Gigli
Arlecchino, servitore di Beatrice, poi di Florindo Ferruccio Soleri
un cameriere della locanda Francesco Cordella
un facchino Francesco Cordella
camerieri Stefano Guizzi, Annamaria Rossano, Giorgio Sangati
il suggeritore Stefano Guizzi
suonatori Gianni Bobbio, Franco Emaldi, Paolo Mattei, Francesco Mazzoleni, Elisabetta Pasquinelli

Produzione Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa

Sponsor ÁS do MAR


Ingresso gratuito

Infotel Scala 02 88791
Infotel Piccolo Teatro 848800304 (chiamata ad addebito ripartito – a tariffa urbana)

www.piccoloteatro.org