Piccolo Teatro Di Milano - Stagione 2010-2011
 










La cimice

Una cimice che sprizza ironia. Un Paolo Rossi eccezionale.

La cimice, scrisse Majakovskij, “è la variante teatrale di quell’argomento fondamentale al quale ho dedicato versi e poemi. Si tratta della lotta contro il piccolo-borghese”.
Prisypkin è il prototipo di questa società. Un operaio che, per elevarsi socialmente, abbandona l'innamorata, rinnega gli ex compagni, si fidanza con la figlia di una parrucchiera.

Ma alla festa di nozze gli invitati, ubriachi, provocano un incendio. Muoiono tutti eccetto Prisypkin che, congelato dai getti d'acqua dei pompieri, è ritrovato cinquant'anni dopo in una lastra di ghiaccio e riportato in vita.
L’ex operaio si sveglia nel 1979, in un mondo asettico e freddo, nel quale sono banditi tutti i vizi e le emozioni, anche l’amore. Per lo spaesato Prisypkin l’unica gioia è l’alcool e l’unico amico una cimice, parassita debellato nel mondo del futuro, che genera nei presenti altrettanto disgusto quanto lo stesso Prisypkin.
E quando la cimice è portata allo zoo, l'uomo chiede e ottiene di seguire in gabbia l'amato insetto, unici eredi di un mondo che non esiste più.

Che cosa collega questa farsa paradossale di Majakovskij a noi, oggi? Questa è la domanda che Serena Sinigaglia si pone di fronte al testo. Scritto e ambientato nella prima parte nel 1929, La cimice è una riflessione lucidissima e disincantata sulla rivoluzione russa, o, meglio, su come nel giro di soli dieci anni quei valori siano stati completamente rinnegati e capovolti dagli stessi che li avevano affermati.
“Nessuno si salva”, osserva la regista, “e il futuro (nel quale si ambienta la seconda parte del testo), immaginato nel 1979 ma che potrebbe essere un qualsiasi futuro, mostra una realtà disintegrata e sterile. No, l'essere umano è destinato a distruggere e a distruggersi. È un animale schifoso, proprio come una cimice. E se lo schiacci puzza!”.



“La cimice” oggi. Che farne?
di Fausto Malcovati
Ai posteri, Majakovskij ha detto chiaramente: fatene quel che volete, pur che dia fastidio, (soprattutto ai borghesi e ai burocrati: due categorie che non sopportava). Serena e io ci abbiamo provato (leggi in formato pdf)



“Una risata vi seppellirà”
Conversazione con Serena Sinigaglia
a cura di Eleonora Vasta

"Penso che Majakovskij non sia stato solo un uomo di teatro ma uno di quegli artisti completi di cui oggi, soprattutto in Italia, sentiamo molto la mancanza" (leggi in formato pdf)



Durata: 3h compreso intervallo

locandina
Teatro Strehler
4 - 24 maggio 2009
Orario spettacoli

La cimice
di Vladimir Majakovskij
traduzione Fausto Malcovati
regia Serena Sinigaglia
scene Maria Spazzi
costumi Federica Ponissi
musiche Sandra Zoccolan
luci Alessandro Verazzi
con (in ordine alfabetico) Francesca Ciocchetti, Francesco Colella, Pierluigi Corallo, Giovanni Crippa, Massimo De Francovich, Gianluigi Fogacci, Melania Giglio, Marco Grossi, Sergio Leone, Bruna Rossi, Paolo Rossi
e con Clio Cipolletta, Gabriele Falsetta, Andrea Germani, Andrea Luini, Silvia Pernarella

produzione Piccolo Teatro di Milano - Teatro d’Europa

prezzi
SERIE STAGIONE

Platea:
Intero € 32,00
Ridotto card Gio/Anz € 20,00
Balconata:
Intero € 25,50
Ridotto card Gio/Anz € 17,00

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Informazioni e prenotazioni
NUMERO UNICO BIGLIETTERIA 848.800.304
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lunedì ore 10-18.30; da martedì a sabato 9.45-19.30;
domenica 10-17.
festività (solo nei giorni di spettacolo) 10-17

Gruppi e pubblico organizzato
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