La grande magia

Durata: 160 minuti compresi 2 intervalli

Con La grande magiaLuca De Filippo aggiunge un nuovo tassello all’itinerario che lo sta portando, nelle ultime stagioni, ad incontrare le commedie scritte dal drammaturgo napoletano nel periodo 1945-48.
Tra le meno rappresentate, messa in scena in passato solo in due occasioni, da Eduardo stesso e da Strehler al Piccolo, la Magia, spiega il regista, “ci consegna l’immagine di un’Italia immobile, un Paese che si lascia scivolare in un insensato autoinganno. […] È palesemente dichiarato anche il gioco del metateatro, un espediente drammaturgico che è giusto ricordare al pubblico ma che mai sovrasta la finalità principale della commedia: raccontarci una storia, appassionarci a una vicenda umana, filtrata dalla lente di una straordinaria poesia”.

Otto Marvuglia, il prototipo dell’imbonitore imbroglione
"La grande magia" è, tra le opere del repertorio di Eduardo, quella in cui anche lo sguardo ironico che ha sempre sorretto le sue commedie lascia il posto ad un sottile ma inevitabile pessimismo. Sorprende quanto la figura del mago Otto Marvuglia sia simile a quella degli imbonitori imbroglioni delle nostre televisioni, capaci di convincere i propri interlocutori a seguirli anche nelle iniziative più inverosimili. In questo caso Marvuglia riesce a persuadere Calogero Di Spelta, ossessionato dalla gelosia, che la moglie, scomparsa durante una “grande magia” e mai più riapparsa, sia racchiusa in una scatola. Marta, in realtà ha approfittato dell’esperimento per fuggire con l’amante: tutti lo sanno, tranne il marito che, “manipolato” da Marvuglia, continua a vivere in una perenne illusione ammantata di follia. Meglio credere che Marta sia rinchiusa in una scatola, piuttosto che accettare la verità.

Da Eduardo a Luca, il Teatro dei De Filippo
Figlio d'arte di Eduardo Scarpetta, Eduardo De Filippo nasce a Napoli nel 1900. Debutta in palcoscenico a soli quattro anni. Nel 1929 fonda, con i fratelli Titina e Peppino, una propria compagnia. Attore e autore di straordinaria umanità e versatilità, Eduardo ha messo in scena la variegata realtà napoletana in commedie che dipingono con i colori dell’ironia il complesso rapporto tra individuo e società, sottolineandone gli aspetti comici e drammatici.
Classe 1948, nato a Roma, Luca respira l’aria del palcoscenico fin da bambino. Dopo il debutto a soli otto anni nel ruolo di Peppeniello inMiseria e nobiltà di Scarpetta, lavora con il padre in tantissime commedie, sia in teatro che in televisione. Dopo il ritiro dalle scene di Eduardo, nel 1981 fonda una propria compagnia con la quale prosegue nel lavoro di attore e regista mettendo in scena le commedie del vasto repertorio paterno.

Perché vederlo? 
Perché è un Eduardo universale, un classico. Perché si tratta di una grande e attualissima metafora che, come spiega Luca De Filippo, “ci consegna l’immagine di un’Italia immobile, un Paese che si lascia scivolare in un insensato autoinganno”.

Piccolo Teatro Strehler
dal 21 novembre al 6 dicembre 2012
La grande magia
di Eduardo De Filippo
regia Luca De Filippo
scene e costumi Raimonda Gaetani
luci Stefano Stacchini
con Luca De Filippo, Massimo De Matteo, Nicola Di Pinto e Carolina Rosi
con (in ordine alfabetico) Giovanni Allocca, Carmen Annibale, Gianni Cannavacciuolo, Alessandra D’Ambrosio, Antonio D’Avino, Paola Fulciniti, Lydia Giordano, Daniele Marino, Giulia Pica
produzione Teatro Stabile dell’Umbria, Elledieffe, La Compagnia di Teatro di Luca De Filippo