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Estremi, dissacranti, struggenti: Ricci/Forte, l'ensemble più scomodo del teatro contemporaneo, torna al Piccolo con "Troia’s Discount": la vicenda epica di Eurialo e Niso trasposta nella periferia di oggi, dove i ragazzi si infiammano tra furti d'auto e il luccichio delle vetrine di un centro commerciale.

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Piccolo Teatro Studio Melato

L’Eneide di Virgilio per dipanare i fili spinati entro cui lasciare brancolare un manipolo di sopravvissuti, perduti nel labirinto di un desolante paesaggio contemporaneo. Una qualunque periferia urbana è lo scenario in cui divampa la lancinante, fiabesca e impudica parabola di Eurialo (Alberto Onofrietti) e Niso (Fausto Cabra). Tutt’altro che eroi: sono bulli senza storia, sbruffoni implumi alla ricerca della prossima grande occasione, due “ragazzi di vita” di sapore pasoliniano che hanno mancato l’appuntamento con il destino.
Come due casseurs, Eurialo e Niso assaltano un centro commerciale, dando corpo a un’ingenua e inconsapevole rivolta generazionale contro lo scacco dell’immaginazione e lacerando con i bagliori di un incendio la notte metropolitana e il cuore degli spettatori. Una fine tragica al culmine di una battaglia eroica li riconcilierà con un’ipotesi di esistenza meno sterile di quella data, in cui fare attecchire un’intuizione di sentimento, scintilla salvifica e liberatoria, oltre qualunque definizione di normalità.
Su palazzoni assiepati e parcheggi in cui asfalto e automobili partecipano della stessa inadeguatezza, troneggia il pervasivo totem del consumo globale e coatto come unica possibilità e direzione per l’esperienza. Vorticano come falene intorno alla pira del discount in fiamme non solo i due teppisti, ma anche tre figure femminili ustionate d’amore: Creusa (Anna Gualdo), spodestata regina di una corte domestica che si conta le ferite identitarie in punta di codici a barre, Lavinia (Chiara Cicognani), vittima della necessità che chiede solo la quiete di uno oblio in offerta speciale, e una Didone en travesti (Giuseppe Sartori), che prostituisce le ragioni della sua solitudine in forza di un’insaziabile certezza di amare. Un atto d’accusa e un urlo blasfemo. Mescolando elementi pop, azzardi e reinvenzioni lessicali, lo spettacolo è una sfida linguistica che prova a rinnovare la scrittura teatrale con un magma ribollente di suggestioni letterarie e inflessioni gergali, tanto mobile e imprendibile quanto è fluida l’esperienza stessa del contemporaneo.

Oggi. Il sacrificio d’Amore di due casseurs, Eurialo e Niso. Tre donne, Didone, Creusa e Lavinia, legate dall’incontro fortuito con lo stesso uomo. In una consumistica ballata di fantasmi evocatrice di sesso. Santificazione. Contagio. Sudore. Ferite. Campionario di vite cloroformizzate, abitate da un senso di attesa che mai si realizza. Ragazzi di vita che hanno mancato l’appuntamento col destino; che hanno fallito. Protagonisti della notte. Perché resta solo quella manciata di ore senza luce, quell’attimo in cui tutto può accadere, per abbracciare con in-coscienza le tappe di un calvario. Allora, giù. Verso gli inferi. Senza fermate intermedie. Aggrappati a una zattera della Medusa che ha i contorni d’un centro commerciale. Giù, sempre più giù. Fino al grado zero della voglia di vivere. Fino a vivere, forse, per la prima volta.
Sempre più difficile raccontare il presente: vorrebbe dire sfidare i media sul loro stesso terreno. Cercare di capire il qui e ora resta l’intento; testimoniarlo attraverso forme oblique, trasversali, per restituire l’alone tragico che un testo contemporaneo dovrebbe sprigionare. L’Oggi, quindi, lo si può riferire ad una sola condizione: trattandolo come se fosse defunto. E facendogli l’autopsia. Personaggi principali di Troia’s Discount sono i ricordi, le immagini di fatti e cose, di esseri corporei e spirituali che già furono e che noi vediamo ripetersi, riapparire, per ricondurre in noi quel tanto di bene e male che già dispensarono in passato. Quante volte avremmo voluto dimenticare magicamente un odore, una persona, un’emozione, un’esistenza intera per cancellarli dalla nostra vita? Ma la memoria è il cane più stupido che esista... le lanci un bastoncino e ti riporta indietro tutto.
ricci/forte

 

Perché vederlo?
Perché Troia’s Discount è un cult: la “summa” del linguaggio artistico di ricci/forte, l’ensemble più dissacrante del teatro contemporaneo.

Durata: un’ora e 30 minuti

La Locandina

Piccolo Teatro Studio Melato
dal 4 al 9 marzo 2014
Troia’s Discount
drammaturgia ricci/forte
movimenti Marco Angelilli
regia Stefano Ricci
con Anna Gualdo, Fausto Cabra, Giuseppe Sartori, Alberto Onofrietti, Chiara Cicognani
produzione ricci/forte
con la partecipazione di Z/K/M & SKOP - Zagabria

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