Proiezione del film "Gli uomini sono nemici"

Sono tanti i motivi per non perdere la proiezione de Gli uomini sono nemici di Ettore Giannini.
Prima di tutto la possibilità di vedere un film che era stato dato per disperso, di cui è stata ritrovata presso la Cineteca di Milano una copia in negativo, successivamente restaurata.
Poi la presenza di interpreti straordinari – la prima apparizione di Silvana Mangano, la presenza dell’allora ventenne Valentina Cortese, la grande attrice e danzatrice francese Viviane Romance, l’attore italiano vincitore di due Coppe Volpi Fosco Giachetti e Aroldo Tieri – con l’opportunità di poter ascoltare le voci non doppiate degli attori dell’epoca.
L’ opportunità di fare un salto all’indietro nel tempo, perché il film sarà proiettato con un autentico Cinemobile FIAT del 1936, un furgone dotato di proiettore per pellicole 35mm e diffusori di suono incorporati che aveva la funzione di portare il cinema nei paesi e nelle contrade che ne erano privi per far scoprire la magia del cinema.
Infine, la possibilità di festeggiare i 70 anni del Piccolo Teatro, della coetanea Cineteca di Milano e del film stesso, girato proprio nel 1947.
A introdurre la serata il critico cinematografico del Corriere della Sera Maurizio Porro.

La trama
La vicenda inizia a Roma dove vive Irene, giovane donna mantenuta da un ricco ingegnere che lavora per conto dei nazisti. In un attentato da parte di partigiani l’ingegnere muore e lei rimane sepolta per alcune ore assieme al capo dei partigiani, Mario, che appena libero fugge senza lasciare tracce di sé. Anche Irene è costretta a scappare e le sue peregrinazioni la portano a  Lisbona, dove è internata come profuga. Nella stessa città si trova anche Mario che va a liberarla, ma lei tenta di ucciderlo perché vede in lui la causa dei suoi guai. L’uomo la lascia sola e lei, per vendicarsi, inizia a collaborare con i tedeschi che riescono a colpire molti elementi dell’organizzazione clandestina di Mario. Dopo aver fatto uccidere un italiano, Irene tenta di allontanarsi, ma è catturata dai partigiani. Mario, credendola innocente, la difende di fronte ai compagni e la aiuta a imbarcarsi per il Brasile. Irene viene però ripresa dai partigiani alleati, sottoposta a processo e, dopo aver confessato le sue colpe, viene uccisa dallo stesso Mario, che vuole dimostrare ai compagni la sua fedeltà alla causa comune.