Chi è di scena?
The brand new format of the 2025/26 season is Dobbiamo parlare!, a dialogue between figures from the stage and special guests chosen directly by the companies.
Workshop di drammaturgia e messa in voce con le studentesse e gli studenti della 5^D del Liceo Classico Carducci di Milano: Beatrice Asinari, Lucia Berno, Ruggero Ciccacci, Gualtiero di Blasio, Marina Fedeli, Martina La Chiusa, Akira Maraniello, Giorgia Marsano, Leonardo Micheli, Luca Pettazzi, Raffaele Serbolisca, Andrea Sorrentino, Giulia Tadros, Giulia Tofani, Matilda Vaglio, Alessandra Zanzi
curatela e messa in voce: Michele Dell’Utri
consulenza drammaturgica e testi: Tommaso Fermariello
un ringraziamento speciale alla prof.ssa Roberta Romussi
Hey Savi! Parola di Statua è l’esito di un workshop di drammaturgia e messa in voce che il Piccolo ha realizzato in collaborazione con il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci insieme alle studentesse e agli studenti del Liceo Classico Carducci, all’interno delle iniziative Strehler100.
Una triangolazione, quella tra scuola, teatro e museo, che nasce da un’esigenza precisa: la volontà di ragionare sulle connessioni tra dimensione artistica e materia scientifica – nel solco del teatro di Giorgio Strehler – anche attraverso gli occhi delle nuove generazioni.
Ad accompagnare questo percorso intensivo – quattro appuntamenti che hanno animato tra aprile e maggio gli spazi del Museo – sono state da una parte le parole del Galileo di Brecht/Strehler, che ci ricordano come nella ricerca scientifica tutto sia proiettato al futuro, diventando quindi lascito e incarico per le giovani leve: «molto è già stato trovato, ma quello che è ancora da trovare, è di più. E questo significa altro lavoro per le nuove generazioni». Dall’altra, vera e propria pietra fondativa del progetto, è stato il complesso scultoreo dei Sette Savi di Fausto Melotti, opera che oggi è ospitata nei chiostri del Museo Leonardo da Vinci e che dell’alleanza tra sapere scientifico e artistico è insieme testimonianza fisica e simbolica.
«A metà strada tra leggenda e realtà, in un tempo in cui gli uomini e gli Dei si confondevano tra loro, i Sette Savi avevano infatti le risposte per tutto». Talete, Pittaco, Biante, Solone, Cleobulo, Misone e Chilone erano, nell’antichità, i rappresentanti di una saggezza aperta, universale e rotonda, dove pensiero filosofico-speculativo e conoscenza pratica si fondevano in un intreccio indistricabile.
Un po’ come accade nel nostro presente, dove il confine tra cultura scientifica e cultura umanistica appare ogni giorno più sottile: uno steccato che le nuove generazioni oltrepassano agilmente, di andata e di ritorno, a contrabbandare nozioni e metodi, strumenti e prospettive con quel pizzico di sana sfrontatezza che le contraddistingue; e ribadire, attraverso queste perlustrazioni, che la conoscenza è un unico, vastissimo continente.
Al centro del workshop curato da Michele Dell’Utri con la consulenza drammaturgica e i testi di Tommaso Fermariello, c’è allora proprio l’idea di “incursione”: un gruppo di ragazze e ragazzi, colti nel loro affacciarsi sul mondo interrogano, indiscriminatamente, tra il serio e il faceto che caratterizza la loro età, tutto ciò che li circonda. Le loro parole sono frecce che attraversano lo spazio, rimbalzano tra le discipline, le arti e le conoscenze, mentre i Sette Savi fanno da contro-coro al loro investigare: interlocutori muti, ma eloquentissimi di questa esplorazione drammaturgica sui rapporti che legano arte, scienza e vita.
Il cannocchiale teatrale
Un dialogo tra Massimo Bucciantini e Marco Castellari
Nel complesso rapporto che lega scienza e società civile gioca un ruolo fondamentale quella mediazione culturale affidata non solo ai settori della comunicazione e della divulgazione scientifica, ma anche alla capacità “rappresentativa” e immaginifica dell’arte e del teatro. Ed è proprio a partire da due regie strehleriane di argomento “scientifico” come Vita di Galileo di Bertolt Brecht e Sul caso di J. Robert Oppenheimer di Heinar Kipphardt, che si ragiona in questo incontro su come l’alleanza “insperata” tra scienza e drammaturgia abbia saputo restituire al grande pubblico le storie ma anche i temi e le problematiche del mondo scientifico, illuminandone i risvolti meno noti e traghettando i suoi protagonisti in un immaginario condiviso.
Massimo Bucciantini è Professore di Storia della scienza all’Università di Siena e Direttore della rivista “Galileiana”
Marco Castellari è Direttore del dipartimento di Lingue, Culture e Mediazioni all’Università degli Studi di Milano
Milan, 23-27 May 2022
As a continuation of, and in line with, the themes of the previous editions – Paris (2018), Lisbon (2019), Bologna (2020), Vilnius (2021) –, the 5th international EASTAP (European Association for the Study of Theatre and Performance) Conference will take place within the framework of the International Festival that the Piccolo Teatro di Milano is dedicating to Strehler in May 2022, entitled Presente indicativo: per Giorgio Strehler (paesaggi teatrali). The aim of the Conference is to offer an in-depth and multi-faceted examination of the idea of the Theatrical Mind in relation to the various forms of live performance (for example, from prose to performance, to musical theatre and dance) and in light of the relationship between theory and practice.
The Conference programme includes speeches from keynote speakers; numerous sessions with thematic panels involving experts, artists, researchers and professionals from the world of live performance; round tables; workshops with some of the most important Italian and international theatrical artists; presentations of research projects by young scholars as part of the Emerging Scholars’ Forum.
The Associate Artist of the Conference is the Argentinian choreographer Constanza Macras.
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WHO WE ARE
Curators: Alberto Bentoglio (University of Milan, Department of Cultural and Environmental Heritage), Claudio Longhi (Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa), Daniele Vianello (University of Calabria, Department of Humanistic Studies)
Scientific Commitee: Antônio Araújo, Christopher Balme, Peter M. Boenisch, Maria João Brilhante, Josette Féral, Clare Finburgh Delijani, Helga Finter, Milena Grass, Gerardo Guccini, Caroline Guiela Nguyen, Sophie Lucet, Lorenzo Mango, Aldo Milohnić, Willmar Sauter, Pier Mario Vescovo


THE PROGRAM
Given the limited number of spaces available, those who wish to attend one or more of the Conference sessions must send a request to eastapconference2022@piccoloteatromilano.it
DOWNLOAD THE PROGRAM
INFO AND LOCATIONS
Piccolo Teatro Grassi and Piccolo Teatro Strehler | 23-26 May 2022
Università degli Studi di Milano, Sede di Via Noto, 8 | 26-27 May 2022
2022 ASSOCIATE ARTIST AND SCHOLAR
Scopri “Itinerari nel PRESENTE INDICATIVO”, il magazine in quattro numeri curato dalla redazione di Stratagemmi – Prospettive Teatrali e realizzato da un gruppo di studenti e studentesse dell’Università degli Studi di Milano. Attraverso recensioni, approfondimenti e interviste ad artiste e artisti, la redazione racconta il Festival “Presente indicativo: per Giorgio Strehler (paesaggi teatrali)” in scena dal 4 al 31 maggio, riverberandone le istanze e l’atmosfera.
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IN REDAZIONE
Chiara Carbone, Harriet Carnevale, Edoardo D’Amico (disegni), Luisa Donner, Sara Errante, Francesca Lepiane (organizzazione), Alessia Laura Loggia, Andrea Malosio, Noemi Mangialardi, Laura Mangili, Mariachiara Merola, Federica My, Leonardo Ravioli, Francesca Rigato, Riccardo Francesco Serra, Alessandro Stracuzzi, Alice Strazzi, Valentina Stringhetti, Elena Vismara
FORMAZIONE E EDITING
Maddalena Giovannelli, Alessandro Iachino, Camilla Lietti
IMPAGINAZIONE
Camilla Lietti
GRAFICA
Leftloft
Oltre la scena Festival | Parole in pubblico
incontri pre e post spettacolo con gli artisti del Festival al Chiostro Nina Vinchi e nei teatri
laddove non diversamente specificato, gli eventi sono a ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria
Oltre la scena Festival | lapiazza
live performance, DJSET e cocktail bar aperto tutti i giorni* dalle 18 alle 24
curatela artistica e produzione mare culturale urbano
con la collaborazione tecnica di DOMA Food and Party Design
(*nei giorni di spettacolo al Teatro Strehler e Studio Melato. In caso di pioggia gli eventi sono annullati)
gli eventi sono a ingresso libero
Oltre la scena Festival | PiccoloLab
masterclass a cura degli artisti del Festival “Presente indicativo”
info e prenotazioni
promozione.pubblico@piccoloteatromilano.it
Focus Ucraina
proiezioni, letture e dibattiti approfondiscono la scena ucraina e russa dissidente
ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria
Gli spettacoli di Strehler al cinema
dal 5 al 29 maggio dieci capolavori del teatro strehleriano sul grande schermo, da Il giardino dei ciliegi a La Tempesta e Re Lear, passando per Arlecchino e Le baruffe chiozzotte e molti altri
all'Anteo spazioCinema
Rassegna Mariano Pensotti/Grupo Marea
una settimana dopo le recite al Piccolo dello spettacolo Los años di Mariano Pensotti, dal 12 al 14 maggio, in collaborazione con ZONA K, nella sala di via Spalato 11 sono proiettati i tre film scritti e diretti dal regista argentino The Audience (Atene), El Público (Buenos Aires) e The Public/Het Publiek (Bruxelles)
25 shows
21 directors and international ensembles
16 Italian premieres
more than 70 hours of theatre
to celebrate the 100th anniversary of the birth of Giorgio Strehler and the 75th anniversary of the founding of the Piccolo
Giovedì 17 marzo, ore 18
Il Teatro è Tratto
Grafica e comunicazione visiva nella storia del Piccolo Teatro
presso Triennale Milano
Intervengono Umberto Angelini, Mara Campana, Anna Steiner, Emilio Fioravanti, David Pasquali, Marco Sammicheli, Giovanni Soresi, Marco Tortoioli Ricci
Albe Steiner, Remo Muratore, Massimo Vignelli, Emilio Fioravanti e Leftloft: cinque stagioni della grafica e della comunicazione visiva del Piccolo raccontate attraverso il tratto e le esperienze dei loro rispettivi protagonisti. Nell'ambito di "Strehler" città aperta – ciclo di incontri sviluppato dal Piccolo in collaborazione con alcune delle istituzioni più importanti della città in occasione di Strehler100, insieme a Triennale riflettiamo su come codici e progetti di comunicazione visiva differenti abbiano contribuito all’edificazione dell’istituzione teatrale milanese fondata da Strehler e alla sua immagine identitaria.
Un carotaggio nella grafica del Piccolo a sondare le trasformazioni e le innovazioni che l’hanno accompagnata dal dopoguerra fino a oggi, ma anche una vera e propria lezione di anatomia a toccare con mano documenti, immagini, cartelloni e poster selezionati dagli archivi del Vignelli Center e da quelli del Piccolo.
A testimoniare l’esperienza di Albe Steiner è presente Anna Steiner dell’Archivio Albe e Lica Steiner. Emilio Fioravanti, grafico e art director, racconta insieme a Giovanni Soresi, storico direttore della comunicazione del Piccolo, il suo lavoro e il suo rapporto con Massimo Vignelli. In rappresentanza di Leftloft interviene David Pasquali, art director dello studio.
Tra gli ospiti, inoltre, Marco Tortoioli Ricci, Presidente di AIAP – Associazione Italiana Design della Comunicazione Visiva, e Mara Campana, storico dei linguaggi della comunicazione visiva.
L’incontro è introdotto da un saluto di Umberto Angelini, Direttore Artistico di Triennale Milano Teatro, e moderato da Marco Sammicheli, Direttore del Museo del Design Italiano di Triennale Milano.
L'evento è a ingresso libero fino a esaurimento posti
La visione europeista di Strehler e del contesto economico in cui nascono e si sviluppano i progetti culturali
Lunedì 21 febbraio, ore 18
Grand Tour "Giorgio Strehler"
Un dialogo tra Helena Janeczek e Georges Banu
moderato da Rosaria Ruffini
letture di Massimo Popolizio
A raccontare la matrice “europolita” di Giorgio Strehler basterebbe quel nome, segno inequivocabile di un crocicchio di identità e di culture, di una contaminazione che, fin dalle origini, ha giocato un ruolo fondamentale nel suo sguardo sul mondo. Lo descrive, però, ancor meglio la sua opera: l’apertura e la frequentazione con gli autori e la drammaturgia straniera nel dopoguerra (a cominciare da Brecht) e, naturalmente, la creazione de l’Union des Théatre de l’Europe, rete fortemente voluta da Strehler ad intensificare lo scambio e la mobilità tra sistemi culturali diversi eppure affini. Cos’è rimasto di quell’esperienza? E come appare oggi quel panorama culturale europeo, sognato e promosso dal fondatore del Piccolo Teatro di Milano?
I relatori
Hortense Archambault è direttrice de la Maison de la Culture (MC93) a Bobigny, nel dipartimento di Seine-Saint-Denis. Ha lavorato con Augusto-Boal ed è stata direttrice di produzione dell'Etablissement public du Parc e de la Grande Halle de la Villette a Parigi, prima di essere nominata co-direttrice del Festival di Avignone insieme a Vincent Baudriller dal 2004 al 2013, contribuendo ad istituire le residenze per artisti associati al festival come (tra gli altri) Thomas Ostermeier, Jan Fabre, Romeo Castellucci, Wajdi Mouawad, Christoph Marthaler. Il suo progetto teatrale a Bobigny, realtà complessa alle porte di Parigi, si caratterizza per una programmazione dalla forte vocazione internazionale e per una spiccata politica di inclusione e aggregazione sociale.
Fernando Savater è uno dei maggiori intellettuali spagnoli. Filosofo, saggista, narratore e drammaturgo, è stato cattedratico di Filosofia per oltre trent’anni nei Paesi Baschi e a Madrid. La sua riflessione filosofica è stata sempre accompagnata da una particolare attenzione alle questioni politiche e caratterizzata da una forte impronta morale e psicologica, attenta ai valori della società postindustriale. Attraverso le sue opere (una su tutte: Etica per un figlio), Savater si è fatto portavoce di una nuova idea di etica, più vicina alla volontà e ai desideri dell’uomo, che si contrappone violentemente all’etica del fare, considerata imperante nella società contemporanea.
Helena Janeczek, nata a Monaco di Baviera in una famiglia ebreo-polacca, vive in Italia da oltre trent’anni. Dopo aver esordito con un libro di poesie in lingua tedesca (Ins Freie), ha scelto l’italiano come lingua letteraria per opere di narrativa che spesso indagano il rapporto con la memoria storica del secolo passato. È autrice di Lezioni di tenebra, Premio Bagutta opera prima, Le rondini di Montecassino, finalista al Premio Comisso e vincitore del Premio Napoli, del Premio Sandro Onofri e del Premio Pisa e La ragazza con la Leica, Premio Strega 2018, Premio Bagutta, Selezione Premio Campiello.
Georges Banu è uno dei più importanti critici ed esperti di teatro europei. Di origini romene e francese d’adozione, è professore emerito di studi teatrali alla Sorbonne Nouvelle di Parigi e saggista di fama internazionale. Il suo lavoro critico è dedicato alla regia moderna e a personalità come Giorgio Strehler, Peter Brook, Jerzy Grotowski e Ariane Mnouchkine. Presidente onorario dell'Associazione Internazionale dei Critici di Teatro, è direttore generale della collana “Le Temps du Théâtre” pubblicata da Actes Sud. Nel 2014, l'Accademia di Francia gli ha conferito il Grand Prix de la Francophonie, mentre il Ministero della Cultura e del Patrimonio Nazionale polacco lo ha insignito della Medaglia Gloria Artis.
Rosaria Ruffini è studiosa di teatro e di pratiche performative. Attualmente è Marie Skłodowska-Curie fellow presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia e l’Université Ibn Zohr di Agadir in Marocco. Ha insegnato discipline teatrali e performative in diverse prestigiose università europee e istituzioni internazionali. I suoi principali interessi di ricerca vertono sui rapporti tra la scena europea contemporanea e le pratiche performative extraeuropee, in particolare africane, attraverso una prospettiva interdisciplinare che combina Performance Studies e Migration Studies.
Immagine: Archivio Piccolo Teatro
Gli incontri sono a ingresso gratuito e si svolgono sul palco esterno della Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, Passeggiata Boris Pasternak, Milano, nell’ambito del Festival estivo “Welcome to Socotra”
Venerdì 24 giugno, ore 19.30
Quale deve essere il ruolo della cultura in fasi di ricostruzione materiale e morale? Nel contesto dell’immediato dopoguerra Giorgio Strehler e Paolo Grassi impegnano le loro energie per la costruzione di una proposta culturale, nella forma del teatro, che possa essere al contempo di qualità e alla portata di tutti. Una proposta pubblica nazional-popolare che sappia rispondere alla necessità di nutrire la mente, rispondendo al bisogno di ritrovarsi e impiegare il tempo libero in un’attività che fa condividere esperienze, spazi ed emozioni mentre la gran parte dei cittadini di Milano è impegnata a trovare anche i mezzi materiali per ripartire. Oggi, in un contesto diverso, in una fase di ricostruzione post-covid, a quali domande e bisogni deve essere in grado di rispondere la cultura?
Con Patrizia Landi, IULM, Dipartimento di Studi Umanistici, e Roberto Latini, drammaturgo e regista. Modera Cristina Battocletti, Il Sole 24 Ore
Venerdì 1° luglio, ore 19.30
Tra gli anni Cinquanta e Sessanta “fare teatro” e “andare a teatro” non vuol più dire solo recitare o ascoltare. Vuol dire trasformare il teatro in una piazza, in un’agorà. La canzone popolare e la lettura ad alta voce sono il mezzo con cui uomini e donne di altri tempi e luoghi parlano e dialogano con uomini e donne della contemporaneità, per comunicare emozioni, valori, scelte, immaginari. Il teatro si fa politico e fare teatro vuol dire farlo ovunque, andare a cercare i propri spettatori trasformando il teatro in uno spazio largo e inclusivo. Quali sono oggi gli spazi, le esperienze, i contesti culturali in cui questo è ancora possibile?
Con Alberto Saibene, saggista e storico, e Lucia Calamaro, drammaturga e regista. Modera Maurizio Porro, critico teatrale e cinematografico
Venerdì 8 luglio, ore 19.30
Suggerire e svelare le connessioni tra vita e rappresentazione, tra cultura e politica, tra cittadinanza consapevole e partecipazione. Questa la cifra di Strehler fin dagli esordi del Piccolo, che a partire dagli anni Settanta diventa per lui quasi un’urgenza e poi una priorità: mettere in scena gli umili e gli oppressi, i borghesi e gli aristocratici, la follia e la condizione femminile. Da Shakespeare a Goldoni, da Čechov fino a Bortolazzi, Strehler mette in scena i classici come un’operazione politica per ribardirne l’attualità e la necessità per i contemporanei in un dialogo ininterrotto con la storia e le storie di tutti.
Con Irene Piazzoni, storica, e Elvira Frosini, attrice e regista. Modera Cristina Battocletti, Il Sole 24 Ore
Foto © Luigi Ciminaghi – Archivio Piccolo Teatro di Milano