Doppio sogno

Durata: 185' incluso un intervallo

In Doppio sogno, scritto nei primi anni Venti del Novecento, Schnitzler indaga le dinamiche del desiderio e dei sentimenti di una coppia borghese di sposi. In un lungo racconto, che sconfina nell’incubo e nel fantastico, è raccontata la folle notte del dottor Fridolin, che, uscito di casa dopo una discussione con la moglie Albertine, si trova coinvolto in un’inquietante serie di eventi e incontri a sfondo sessuale. Carmelo Rifici ha scelto questo testo per condurre un lavoro con un cast di giovani attrici e attori sui temi del rapporto di coppia, della gestione della violenza all’interno delle relazioni e della costruzione del concetto di identità attraverso il continuo “specchiarsi” nell’altro. Il regista definisce Doppio sogno «un testo terapeutico, al di là delle intuizioni psicanalitiche che la critica da sempre gli riconosce; dobbiamo a Schnitzler un personaggio femminile straordinario, un’invenzione geniale, Albertine, l’elemento femminile della coppia di protagonisti. È grazie a lei e alla sua capacità di gestire le pulsioni attraverso i sogni, che il rapporto non esploderà, bensì avrà la possibilità di preservarsi, di salvarsi da quella violenza indistinta che suo marito Fridolin cerca continuamente di importare nella vita familiare. Doppio sogno possiede un valore catartico che può essere utile a dei giovani per individuare modelli letterari che li aiutino a decifrare le proprie inquietudini personali».

Doppio sogno
di Riccardo Favaro
da Arthur Schnitzler
regia Carmelo Rifici
scene Paolo Di Benedetto
costumi Margherita Baldoni
luci Gianni Staropoli
movimenti coreografici Alessio Maria Romano
musiche Federica Furlani
con Catherine Bertoni, Gabriele Brunelli, Leonardo Castellani, Giovanni Drago, Claudia Grassi, Giulia Heathfield Di Renzi, Jonathan Lazzini, Lucia Limonta, Sebastian Luque Herrera, Anna Manella, Alberto Marcello, Marco Mavaracchio, Francesca Osso, Antonio Perretta, Roberta Ricciardi, Paolo Rovere, Aurora Spreafico, Emilia Tiburzi
produzione Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa

Sono presenti scene di nudo integrale.