Venerdì 6 marzo alle 17, presso la Studio Esse a Casa Esselunga (Cortile delle Armi, Castello Sforzesco), per il terzo appuntamento del ciclo Agorà della Cultura – Il teatro dello sport, Sergio Giuntini e Maria Canella raccontano le due edizioni delle Olimpiadi invernali che, prima di Milano Cortina 2026, hanno portato l’Italia al centro della scena olimpica: Cortina 1956 e Torino 2006.
Cortina d’Ampezzo, 1956: settant’anni fa l’Italia ospitava la settima edizione dei Giochi Olimpici invernali. Da poco entrata nelle case, la televisione restituiva l’immagine di un Paese che si misurava con la modernità e si presentava al mondo in una nuova, smagliante veste internazionale. E mentre Cortina diventava una meta di culto del turismo globale, non solo sportivo, quelle Olimpiadi segnarono un passaggio decisivo nella presenza femminile ai Giochi, davanti e dietro le quinte. Cinquant’anni dopo, l’Italia tornava sotto ai riflettori: Passion lives here è il motto delle Olimpiadi di Torino 2006, che, accanto alle imprese sportive che ne hanno scandito il palmarès, ridefinirono l’immagine della città – dall’entusiasmo delle piazze ricolme, alla rinnovata relazione tra spazio urbano e paesaggio alpino –, attivando un diffuso sentimento di appartenenza e restituendo a Torino un nuovo posizionamento internazionale.
Cosa lega queste edizioni dei Giochi Olimpici invernali a Milano Cortina 2026? Per rispondere, Sergio Giuntini e Maria Canella dialogano intorno all’esperienza delle Olimpiadi come fenomeno culturale e sociale, capace di riflettere le trasformazioni del Paese. Modera Silvia Romani.
Ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria su piccoloteatro.org, presso la biglietteria del Teatro Strehler e tramite biglietteria telefonica. Consulta gli orari di apertura della biglietteria
Sergio Giuntini ha insegnato Storia dello Sport presso l’Università Statale di Milano e di Roma Tor Vergata. Presidente della Società Italiana di Storia dello Sport (SISS) e dell’Associazione Cronisti e Storici dello Sport (LACROSS) di Milano è autore di numerosi volumi. Tra i principali e più recenti si segnalano: Pugni chiusi e cerchi olimpici. Il lungo ’68 dello sport italiano (Odradek, 2008); con Maria Canella (eds.) Sport e Fascismo (Franco Angeli, 2009); L’Olimpiade dimezzata. Storia e politica del boicottaggio nello sport (Sedizioni, 2009); con Maria Canella e Marco Turinetto Sport e Stile. 150 anni d’immagine al femminile (Skira, 2011); Gabriele D’Annunzio l’inimitabile atleta (Bradipolibri, 2012); Marinetti e la "guerra-festa". Futurismo e interventismo sportivo nella Grande Guerra (Bradipolibri, 2015); Il partigiano Gianni. Gianni Brera, l’Ossola e il Diario storico della II Divisione Garibaldi Redi (Sedizioni, 2015); Calcio e letteratura in Italia (1892-2015) (Biblion, 2017); con Maria Canella e Ivano Granata (eds.) Donna e sport (Franco Angeli, 2019); La rivoluzione del corpo. Le italiane e lo sport dalla “signorina Pedani” a Ondina Valla (Aracne, 2019); Scherma, duello e politica in Italia dopo l’Unità (Bradipolibri, 2021); Storia dello sport femminile in Italia 1945-2020 (Aracne, 2021); Lo sport imbroglione. Storia del doping da Dorando Pietri ad Alex Schwazer (Ediciclo, 2022); Storia dello sport ebraico in Europa. Dal “Muskelijudentum” alla Shoah (Aracne, 2023); Un azzardo italiano. Storia del doping (Prospero Editore, 2024); con Erminio Fonzo Senza Ostacoli. Storia dello sport paralimpico in Italia (Lab DFG,2024); Alpinismo e Resistenza. Storie partigiane d’alta quota (Ediciclo, 2025); Gianni Rodari, il “Pioniere” e lo sport 1950-1970 (Prospero Editore, 2025); Olimpiadi a Milano. Storia e politica delle sue candidature 1906-2026 (Milieu, 2025).
Maria Canella, PhD in Storia della società europea e abilitazione scientifica nazionale come professore associato, ha insegnato Storia contemporanea, Storia delle donne e dell’identità di genere, Storia e documentazione della moda, Editoria e comunicazione di moda all’Università degli Studi di Milano. È stata direttore accademico di Raffles Milano, dove ha diretto il corso triennale di Fashion Design. Attualmente è direttore dell’Accademia Unidee Fondazione Pistoletto Cittadellarte. Insegna Valorizzazione degli archivi storici all’Accademia di Brera e History of Contemporary Luxury alla IULM. È direttore esecutivo della Fondazione Pini, presidente della Fondazione Elvira Badaracco Studi e documentazione delle donne e di Memoria & Progetto. Dal 2025 fa parte del Consiglio direttivo di Museimpresa. Oltre che di storia del costume, della moda e dello sport, è esperta di storia della città e del territorio tra età moderna e contemporanea. Su questi temi ha pubblicato volumi, collaborato a riviste e curato la realizzazione di convegni, video e mostre. In particolare, sui temi di storia dello sport ha pubblicato: Sport e fascismo in Italia, a cura di M. Canella e S. Giuntini, Milano 2009; Donna è sport. Storie di donne e di sport nell’Italia unita, catalogo della mostra a cura di M. Canella, L. Condini, S. Giuntini, E. Trifari, Modena 2011; M. Canella, S. Giuntini, M. Turinetto, Sport e stile. 150 anni d’immagine al femminile, Milano 2011 (Segnalazione al XLVI Concorso Letterario Coni Saggistica 2012), Donna e sport, a cura di M. Canella, S. Giuntini, I. Granata, Milano 2019.
Silvia Romani è professore ordinario presso l’Università degli Studi di Milano, dove insegna Religioni del mondo classico e Mitologia classica. È, inoltre, Prorettrice per la Terza Missione d’ateneo e delegata per i rapporti con l’editoria. La sua attività scientifica si concentra sulla religione greca e romana, la mitologia delle civiltà mediterranee, la ricezione moderna del mito, le rappresentazioni del femminile nella letteratura e nell’arte antica. È autrice Einaudi, per cui ha pubblicato numerose monografie, e scrive per la casa editrice Cortina. Insegna negli istituti penitenziari e sostiene con passione la causa della divulgazione civile dei risultati della ricerca scientifica.
Nell’ambito di

In collaborazione con

“Partner of Milano Cortina 2026”
Biglietti
Cortina d’Ampezzo, 1956: settant’anni fa l’Italia ospitava la settima edizione dei Giochi Olimpici invernali. Da poco entrata nelle case, la televisione restituiva l’immagine di un Paese che si misurava con la modernità e si presentava al mondo in una nuova, smagliante veste internazionale. E mentre Cortina diventava una meta di culto del turismo globale, non solo sportivo, quelle Olimpiadi segnarono un passaggio decisivo nella presenza femminile ai Giochi, davanti e dietro le quinte. Cinquant’anni dopo, l’Italia tornava sotto ai riflettori: Passion lives here è il motto delle Olimpiadi di Torino 2006, che, accanto alle imprese sportive che ne hanno scandito il palmarès, ridefinirono l’immagine della città – dall’entusiasmo delle piazze ricolme, alla rinnovata relazione tra spazio urbano e paesaggio alpino –, attivando un diffuso sentimento di appartenenza e restituendo a Torino un nuovo posizionamento internazionale.
Cosa lega queste edizioni dei Giochi Olimpici invernali a Milano Cortina 2026? Per rispondere, Sergio Giuntini e Maria Canella dialogano intorno all’esperienza delle Olimpiadi come fenomeno culturale e sociale, capace di riflettere le trasformazioni del Paese. Modera Silvia Romani.
Ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria su piccoloteatro.org, presso la biglietteria del Teatro Strehler e tramite biglietteria telefonica. Consulta gli orari di apertura della biglietteria
Sergio Giuntini ha insegnato Storia dello Sport presso l’Università Statale di Milano e di Roma Tor Vergata. Presidente della Società Italiana di Storia dello Sport (SISS) e dell’Associazione Cronisti e Storici dello Sport (LACROSS) di Milano è autore di numerosi volumi. Tra i principali e più recenti si segnalano: Pugni chiusi e cerchi olimpici. Il lungo ’68 dello sport italiano (Odradek, 2008); con Maria Canella (eds.) Sport e Fascismo (Franco Angeli, 2009); L’Olimpiade dimezzata. Storia e politica del boicottaggio nello sport (Sedizioni, 2009); con Maria Canella e Marco Turinetto Sport e Stile. 150 anni d’immagine al femminile (Skira, 2011); Gabriele D’Annunzio l’inimitabile atleta (Bradipolibri, 2012); Marinetti e la "guerra-festa". Futurismo e interventismo sportivo nella Grande Guerra (Bradipolibri, 2015); Il partigiano Gianni. Gianni Brera, l’Ossola e il Diario storico della II Divisione Garibaldi Redi (Sedizioni, 2015); Calcio e letteratura in Italia (1892-2015) (Biblion, 2017); con Maria Canella e Ivano Granata (eds.) Donna e sport (Franco Angeli, 2019); La rivoluzione del corpo. Le italiane e lo sport dalla “signorina Pedani” a Ondina Valla (Aracne, 2019); Scherma, duello e politica in Italia dopo l’Unità (Bradipolibri, 2021); Storia dello sport femminile in Italia 1945-2020 (Aracne, 2021); Lo sport imbroglione. Storia del doping da Dorando Pietri ad Alex Schwazer (Ediciclo, 2022); Storia dello sport ebraico in Europa. Dal “Muskelijudentum” alla Shoah (Aracne, 2023); Un azzardo italiano. Storia del doping (Prospero Editore, 2024); con Erminio Fonzo Senza Ostacoli. Storia dello sport paralimpico in Italia (Lab DFG,2024); Alpinismo e Resistenza. Storie partigiane d’alta quota (Ediciclo, 2025); Gianni Rodari, il “Pioniere” e lo sport 1950-1970 (Prospero Editore, 2025); Olimpiadi a Milano. Storia e politica delle sue candidature 1906-2026 (Milieu, 2025).
Maria Canella, PhD in Storia della società europea e abilitazione scientifica nazionale come professore associato, ha insegnato Storia contemporanea, Storia delle donne e dell’identità di genere, Storia e documentazione della moda, Editoria e comunicazione di moda all’Università degli Studi di Milano. È stata direttore accademico di Raffles Milano, dove ha diretto il corso triennale di Fashion Design. Attualmente è direttore dell’Accademia Unidee Fondazione Pistoletto Cittadellarte. Insegna Valorizzazione degli archivi storici all’Accademia di Brera e History of Contemporary Luxury alla IULM. È direttore esecutivo della Fondazione Pini, presidente della Fondazione Elvira Badaracco Studi e documentazione delle donne e di Memoria & Progetto. Dal 2025 fa parte del Consiglio direttivo di Museimpresa. Oltre che di storia del costume, della moda e dello sport, è esperta di storia della città e del territorio tra età moderna e contemporanea. Su questi temi ha pubblicato volumi, collaborato a riviste e curato la realizzazione di convegni, video e mostre. In particolare, sui temi di storia dello sport ha pubblicato: Sport e fascismo in Italia, a cura di M. Canella e S. Giuntini, Milano 2009; Donna è sport. Storie di donne e di sport nell’Italia unita, catalogo della mostra a cura di M. Canella, L. Condini, S. Giuntini, E. Trifari, Modena 2011; M. Canella, S. Giuntini, M. Turinetto, Sport e stile. 150 anni d’immagine al femminile, Milano 2011 (Segnalazione al XLVI Concorso Letterario Coni Saggistica 2012), Donna e sport, a cura di M. Canella, S. Giuntini, I. Granata, Milano 2019.
Silvia Romani è professore ordinario presso l’Università degli Studi di Milano, dove insegna Religioni del mondo classico e Mitologia classica. È, inoltre, Prorettrice per la Terza Missione d’ateneo e delegata per i rapporti con l’editoria. La sua attività scientifica si concentra sulla religione greca e romana, la mitologia delle civiltà mediterranee, la ricezione moderna del mito, le rappresentazioni del femminile nella letteratura e nell’arte antica. È autrice Einaudi, per cui ha pubblicato numerose monografie, e scrive per la casa editrice Cortina. Insegna negli istituti penitenziari e sostiene con passione la causa della divulgazione civile dei risultati della ricerca scientifica.