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Complemento di relazione | Stagione 2025/26

Complemento di relazione | Stagione 2025/26


A volte […] mi viene la strana voglia di rompere i vetri, di saltare dalla finestra, e di correre fuori finché non incontro qualcuno sulla mia strada, qualcuno che prenderei per il braccio, che scuoterei un po’ per fargli andare via il suo stupore; qualcuno che monopolizzerei tutta la sera; qualcuno da toccare (tasta), da sentire (annusa); qualcuno a cui dire: «Non abbia paura di niente, si lasci andare; ha davanti a sé un essere che vuole soltanto sentire un altro respirare, sentire un altro cuore battere; ho rotto tutti i vetri e sono saltato dalla finestra per poter toccare un altro essere; è un desiderio che mi prende in certe sere come questa. Lei ha davanti a sé soltanto una mente troppo profonda per restare sola e rinchiusa». 
Bernard-Marie Koltès, Sallinger

Si può dire che allo spazio mondano, insieme con i suoi interessi, si sovrappone uno spazio relazionale completamente diverso che ricopre il primo, e che consiste di atti e parole e deve esclusivamente la sua origine al fatto che gli uomini agiscono e parlano direttamente gli uni agli altri. 
Hannah Arendt, Vita activa. La condizione umana

Non sono un frequentatore di musei […] preferisco vedere le città, la gente, i negozi, le strade, le sistemazioni urbanistiche, i colori della periferia, le albe, i tramonti, cogliere la misura umana, uguale e diversa nelle differenti comunità. 
Paolo Grassi, Pittori e musei, in Id., Quarant’anni di palcoscenico
 

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È ancora possibile riprodurre il mondo d’oggi attraverso il teatro? A un dipresso settanta anni fa, nello stesso torno di mesi durante i quali Strehler, a Milano, si accingeva a orchestrare con epica maestria la sua affilata Opera da tre soldi, un giovanissimo Peter Szondi, spiando la prodigiosa vitalità dei palcoscenici di Berlino dall’eccentrico osservatorio delle severe aule dell’Università di Zurigo, nel tentativo di codificare la grammatica generativa (e fatalmente trasformazionale) del “dramma moderno”, individuava nell’analisi dei legami tra gli individui la chiave di volta del teatro contemporaneo. Per lo studioso ungherese, infatti, «l’audacia spirituale dell’uomo» del Rinascimento, «pervenuto a se stesso dopo il crollo della concezione medievale del mondo», porta ineluttabilmente a eleggere il dominio dei «rapporti interumani» a materia irrinunciabile della drammaturgia del nostro tempo. Le conclusioni sono prontamente tratte: «l’uomo», oggi, può entrare nel dramma «solo come membro della società umana»; la sfera «essenziale della sua esistenza» è quella dei «rapporti intersoggettivi»; «libertà e vincolo, volontà e decisione» sono le sue «determinazioni più importanti». 

Giusta l’intuizione di Szondi, è proprio nella vibrante e appassionata dialettica tra “io” e “tu”, nello strenuo corpo a corpo tra “noi” e “voi”, nell’intricata matassa di legami contraddittori tra “egli” o “ella” e “loro” che dobbiamo testardamente continuare a cercare il senso del nostro odierno fare teatro (e, perché no, il futuro della nostra scena). È negli interstizi che si spalancano furtivi tra gli interlocutori, tra le faglie che spaccano di repente i confronti, nei silenzi sospesi che si insinuano tra le solitudini dei soggetti che il racconto teatrale deve scavare, ostinatamente, per gettare luce nell’insondabile “spazio di mezzo” dei rapporti, nell’abisso di paure, desideri, affinità, odi, appetiti, curiosità, indifferenze che alimentano le relazioni. Ed è proprio in questo impalpabile e palpitante “nel mezzo”, nell’humus fertile del nostro inesausto bisogno di trovare un “completamento” a noi nell’altro che alligna la nostra possibilità di essere comunità, a tutti i livelli e sotto le più varie forme: siano esse la coppia, la famiglia, le reti d’affetti o la città… 
 

Senza mai rinunciare al suo costante bisogno di esplorare le trasformazioni del linguaggio teatrale d’oggi in cerca delle possibili scene di domani, con la stagione 2025/2026 il Piccolo Teatro di Milano comincia così un viaggio verso i festeggiamenti del suo ottantesimo anno di vita, tutto teso a investigare quel legame tra il teatro e la città che fu presupposto stesso del progetto fondativo di Strehler e Grassi, a partire dall’interrogazione dell’etimo più vero e profondo di questo nesso capitale: la relazione, appunto. 
 

Sul filo di un’attenta analisi logica del discorso drammaturgico contemporaneo, dunque, gli spettacoli prodotti dal Piccolo Teatro per la stagione prossima sciorinano un nutrito catalogo dei molti “complementi di relazione” attraverso cui consegnare, in icastici “scatti”, un cangiante reportage del nostro presente, fatto, di volta in volta, di affondi privati per incidere la carne delle nostre passioni e dei nostri desideri più intimi o di ampie panoramiche per esplodere il chiassoso dedalo di “passages” delle nostre metropoli; di più o meno composti “gruppi di famiglia in un interno” e di istantanee un po’ fanées per coltivare amicizie d’antica data; di suggestivi scorci storici e di ardite vedute del “tempo che sarà” per ricordarci che «la fine è» sempre «nel principio eppure si comincia»… 

E ancora di esilaranti stampe per raccontare a lazzi il funambolico gioco d’identità del teatro; di laconici schizzi per fermare nel silenzio il sinuoso amplesso col linguaggio; di vertiginosi montaggi per restituire la polifonia dei tempi e delle culture; di tagli violenti per capire le ferite della memoria e indovinare il profilo dei ricordi che si sfarinano, e infine del buio che fatalmente inghiotte qualsivoglia annichilimento dell’altro. “Fra moglie e marito non mettere il dito”, insegna l’adagio… 

E forse, allora, in un civile dialogo tra noi – al modo “calviniano” del Gran Kan e di Marco Polo –, veleggiando di spettacolo in spettacolo, tra la Scilla e la Cariddi di Babilonia e Utopia al di là dei mitici arcipelaghi delle isole galleggianti che si stagliano all’orizzonte del nostro futuro, in una fitta pioggia di “con” e “verso” e “contro” e “avverso” e “a” e “tra” o “fra”, proprio grazie a un elegante carosello di “complementi di relazione” potremo raggiungere (o costruire?) la città ideale: per questi porti non saprei tracciare la rotta sulla carta né fissare la data dell’approdo. Alle volte mi basta uno scorcio che s’apre nel bel mezzo d’un paesaggio incongruo, un affiorare di luci nella nebbia, il dialogo di due passanti che s’incontrano nel viavai, per pensare che partendo di lì metterò assieme pezzo a pezzo la città perfetta, fatta di frammenti mescolati col resto, d’istanti separati da intervalli, di segnali che uno manda e non sa chi li raccoglie. Se ti dico che la città cui tende il mio viaggio è discontinua nello spazio e nel tempo, ora più rada ora più densa, tu non devi credere che si possa smettere di cercarla. Forse mentre noi parliamo sta affiorando sparsa entro i confini del tuo impero; puoi rintracciarla, ma a quel modo che t’ho detto…

Claudio Longhi
Direttore Artistico Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa



Chi sono, oggi, quei “tutti e tutte” del motto fondativo del Piccolo “Teatro d’arte per tutti”, al servizio dei quali e delle quali mettiamo, ogni giorno, il nostro lavoro? È la domanda che Claudio Longhi e io ci poniamo da quando abbiamo iniziato il nostro comune mandato. In una realtà dall’orizzonte sempre più internazionale che, come ciclicamente accade, è segnata da conflittualità, incertezze e fragilità, siamo chiamati a non cedere alla paura e a preoccuparci e occuparci della nostra comunità. Vogliamo lavorare e vivere nel presente, con responsabilità e nella convinzione che il teatro e l’arte ci rendano migliori. 
 

Il teatro è, infatti, da sempre, fin dalle sue origini, piazza e specchio per la collettività, luogo in cui si mostra a se stessa nella sua molteplicità, nella ricchezza irriducibile delle sue differenze, delle sue sfumature. Ed è a questa varietà prodigiosa, proprio come fili di una rete, che il Piccolo vuole parlare, alla quale vuole garantire accesso pieno e libero. La nostra comunità teatrale è uno spaccato della città che abitiamo e crediamo che in essa debbano trovare rappresentazione tutte le cittadine e tutti i cittadini, milanesi e non.
 

Insieme a tutte le lavoratrici e i lavoratori del Piccolo, con il loro quotidiano impegno, professionalità e responsabilità, vogliamo, quindi, prima di tutto, rivolgerci ai più piccoli che, grazie ai percorsi scolastici, vivono le loro prime esperienze teatrali; ai giovani, di ogni genere, provenienza culturale e sociale, affinché si sentano parte del Teatro della città di Milano e scoprano, insieme a noi, la bellezza, lo stupore e l’emozione del linguaggio teatrale. Anche per questo, abbiamo avviato il nuovo progetto Piccolo <35, che coniuga momenti di incontro e convivialità con occasioni di approfondimento dei classici della tradizione teatrale e di scoperta, condivisa, della nuova scena contemporanea. Una particolare attenzione verrà inoltre dedicata alle altre fasce di pubblico con specifiche proposte. 

Proseguono e si rinnovano le attività di Oltre la scena e Agorà della Cultura e nasce il progetto Piccolo Aperto, con l’obiettivo di promuovere un’accessibilità reale e una piena esperienza teatrale, con servizi volti ad abbattere ogni tipo di barriera: culturale, architettonica, sensoriale, cognitiva, oltre che economica. 
Oggi la nostra città è abitata da oltre il 20% di stranieri, un pubblico “potenziale” che frequenta le nostre sale ancora in forma significativamente ridotta. “Milanesi internazionali” di ogni estrazione e professione, oltre a una moltitudine di giovani universitari che studiano finanza, moda e design. A questi si aggiungono i turisti che, sempre più numerosi, si fermano per brevi o lunghi periodi a scoprire la città. Oggi, anche grazie alla sovratitolazione nei fine settimana degli spettacoli di produzione e coproduzione, vogliamo accoglierli come nuovi spettatori. 

Per interrogarci, insieme, su chi siano i nuovi “tutti e tutte”, dall’autunno 2025 avvieremo, insieme ad altri operatori culturali e teatrali, un convegno dal titolo Interesse pubblico, nell’ambito del percorso Nuovi pubblici. Per rendere sostenibile l’attività artistica e quelle per il pubblico è vitale il sostegno dei Soci Fondatori e dei sostenitori istituzionali del Piccolo; insieme a loro, oggi, è più che mai prezioso anche il coinvolgimento del sistema imprenditoriale milanese, nazionale e internazionale, che sin dalla sua fondazione, ha affiancato il Piccolo stringendo un patto virtuoso che allora, nel dopoguerra, ha contribuito alla rinascita culturale della nostra città, e oggi, con il suo costante e appassionato sostegno, imprime un impulso potente all’innovazione, anche del teatro. 

Il Piccolo fa rete, è la sua cifra più autentica. Lo fa in senso etimologico, affidandosi alla forza creativa delle relazioni. La rete è, infatti, per definizione, un intreccio di fili di materiale vario, incrociati e annodati tra loro. A istituzioni anche eterogenee ha, da sempre, voluto legare un comune intento di progettazione culturale; tra queste Triennale, Grande Brera e il Teatro alla Scala. Rete è anche con le voci che della propria materia fanno cultura e arte, come la Moda e il Design. E nuovo orizzonte di questa rete è, nella prossima Stagione, Milano Cortina 2026, che vede l’adesione del Piccolo, primo tra i teatri italiani con un programma dedicato all’Olimpiade Culturale, la costellazione di iniziative che ruota intorno all’evento sportivo e ne amplifica il significato. 
 

Questa è la nostra visione e il nostro impegno, di noi del Piccolo, che abbiamo imparato a fare un teatro che fosse idealmente e concretamente per tutte e tutti, per la comunità nella sua interezza, della quale il teatro deve prendersi cura, così come il teatro è un bene comune del quale la comunità deve prendersi cura. Entrambi in ascolto reciproco, con responsabilità e gentilezza.
 

Lanfranco Li Cauli
Direttore Generale Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa
 

 

Piccolo Day: una festa per il Piccolo

Piccolo Day: una festa per il Piccolo


In occasione del suo settantottesimo compleanno, il Piccolo organizza una giornata aperta alla scoperta della sua storia, dei suoi spazi, e della Milano della cultura, per festeggiare insieme l’inaugurazione del 14 maggio 1947 e l’identità del Teatro d’Europa della città di Milano.

 

Benvenuti al Piccolo! Nel paese di Teatro
Teatro Strehler – Scatola Magica | ore 9.30 e 11.30
Una visita spettacolo eccezionale del Teatro Strehler dedicata a bambine e bambini delle scuole primarie. Un’esperienza di gioco e interazione teatrale volta alla scoperta dei luoghi, dei lavori, dei protagonisti e delle storie che hanno reso celebre il Piccolo. A cura di Michele Dell’Utri, con Monica Buzoianu e Alberto Pirazzini. Con il sostegno di Fondazione Monte di Lombardia.

Teatro Aperto
Teatro Grassi | ore 10 e 12
Visita guidata della sede storica del Piccolo, a cura dell’Ufficio promozione pubblico e attività culturali, sulle tracce dell’inaugurazione del 14 maggio 1947, quando per la prima volta si aprì il sipario della sala di via Rovello, con L’albergo dei poveri di Gor’kij, per la regia di Giorgio Strehler. Dalle origini dello storico Palazzo del Broletto, alla nascita del primo teatro stabile pubblico italiano, il racconto del luogo conduce spettatrici e spettatori alla scoperta degli spazi.
Ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria
 

La cultura e la città
Itinerario tra le istituzioni simbolo della cultura milanese
Walk_Talk | ore 11
Un percorso che unisce le istituzioni pubbliche che con la loro azione hanno contrassegnato la rinascita di Milano nel dopoguerra e costituiscono tutt’oggi una vera e propria “cittadella” della cultura. Il cammino intreccia il racconto di luoghi, presentazioni e incontri alle letture a cura di allieve e allievi della Scuola di Teatro “Luca Ronconi”. Una Milano che appare, nelle parole di Giorgio Strehler un “necessario punto d’incontro” di idee e progetti, a fondamento della straordinaria vitalità culturale e dell’identità internazionale del capoluogo lombardo. 

Si parte alle 11 alla Triennale (Cuore – Centro studi, archivi, ricerca) con un affondo sulla città di Milano: Damiano Gullì, curatore per l’arte contemporanea di Triennale, presenta la mostra Milano: paradossi e opportunità

Dopo una sosta per il pranzo nel piazzale del Teatro Strehler, il percorso riprende alle 15 a Grande Brera – Palazzo Citterio, con un intervento di Giovanni Agosti sulle connessioni che legano teatro, arte e museo. 

Alle 17, nel Ridotto Toscanini del Teatro alla Scala, viene presentato il libro Luca Ronconi. Gli anni del Piccolo: 1998-2015 (il Saggiatore). Intervengono Giovanni Agosti, Roberta Carlotto, Sergio Escobar, Claudio Longhi, Eleonora Vasta, coordinati da Paolo Besana.

Tappa conclusiva, alle 19.30, la sede storica del Piccolo, in via Rovello, con un saluto del nostro Presidente Piergaetano Marchetti e una lettura a cura di allieve e allievi della Scuola di Teatro “Luca Ronconi”

In collaborazione con Triennale Milano, Grande Brera e Teatro alla Scala
Ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria

Il Lear che ci riguarda: 78 anni di Piccolo Teatro
Teatro Grassi | ore 20.30
Nel 1972 Giorgio Strehler torna al Piccolo e sceglie di farlo affrontando ciò che fino a quel momento aveva ritenuto “irrappresentabile”: il Re Lear di William Shakespeare. In omaggio a un testo profondamente radicato nella nostra storia, una serata a cura di Davide Gasparro che intreccia letture, immagini e dialoghi in una trama affidata a Gabriele Lavia che nello spettacolo – andato in scena il 6 novembre 1972 – indossava i panni di Edgar. Sulla scena, insieme a lui, Federica Di Martino e Maurizio Porro.

 

Milano per Gaber 2025

© Luigi Ciminaghi

Milano per Gaber 2025

Cinque appuntamenti nel segno del Signor G.


Torna in una nuova edizione, dal 10 al 14 giugno al Teatro Studio Melato e al Teatro Lirico Giorgio Gaber, la rassegna di spettacoli e incontri che ripropone il vastissimo repertorio musicale e teatrale del Signor G. e il lascito del suo pensiero nella contemporaneità.
 

Organizzata dalla Fondazione Giorgio Gaber, sostenuta dal Comune di Milano con la collaborazione del Piccolo, la manifestazione racconta tramite diverse proposte teatrali nel nome di Gaber lo straordinario lavoro dell'artista, la sua libertà di pensiero e il suo impegno civile e morale.

PROGRAMMA

10 giugno, ore 20.30 | Teatro Studio Melato
Edoardo Prati
Edoardo Prati, giovane divulgatore che ha reso accessibile tramite i social media la sua passione per gli studi classici, dialoga con Lorenzo Luporini, attore e nipote di Giorgio Gaber. 

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11 e 12 giugno, ore 20.30 | Teatro Studio Melato
Io quella volta lì avevo 25 anni
Francesco Centorame porta in scena l’ultimo testo in prosa scritto da Giorgio Gaber e Sandro Luporini alla fine degli anni ’90. Dopo un decennio interamente dedicato al Teatro Canzone, era intenzione degli autori riprendere il loro “Teatro d’evocazione” che negli anni ‘80 li aveva visti protagonisti della drammaturgia italiana.

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13 giugno, ore 20.30 | Teatro Lirico Giorgio Gaber
La visione di Gaber - Canzoni dell’appartenenza tra libertà e partecipazione
Alternando monologhi e brani musicali graffianti, ironici e sempre attuali, interpretati con passione, talento e rispetto, Neri Marcorè racconta il teatro canzone di Giorgio Gaber.

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14 giugno, ore 20.30 | Teatro Studio Melato
L’illogica allegria. Dal Teatro Canzone alla Stand Up Comedy
Sul palco si alternano quattro comici selezionati da BeComedy, la più importante realtà di divulgazione della Stand Up Comedy in Italia, per esplorare le affinità più evidenti fra i monologhi gaberiani e quelli degli stand up comedian contemporanei.

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École des Maîtres 2025

© Bea Borgers

École des Maîtres 2025

Corso internazionale itinerante di perfezionamento teatrale


BANDO DI PARTECIPAZIONE
XXXIII edizione: 26 agosto – 3 ottobre 2025
scadenza del bando: 22 aprile 2025
maître: Amir Reza Koohestani
corso: La vita quotidiana come performance: creare narrazioni dalle esperienze quotidiane
allieve e allievi: Monica Mihaela Buzoianu, Pouria Jashn Tirgan, Ilaria Francesca Marchianò, Francesco Maruccia (Italia); Michele de Luca, Farbod Fathinejadfard, Ophélie Honoré, Alice Johny Valinducq (Belgio); Barbara Chanut, Zacharie Feron, Alexia Hébrard, Pierre Thionois (Francia); Luka Grbić, Nika Korenjak, Lucija Ostan Vejrup, Lovro Zafred (Slovenia); Vasco Barroso, Rafael Gomes, Nuna, Roberto Terra (Portogallo) 

partner di progetto e direzione artistica
CSS Teatro stabile di innovazione del Friuli Venezia Giulia, Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa (Italia), Théâtre de Liège – - Théâtre de l’Europe (CFWB/Belgio) con la collaborazione di CREPA – Centre de Recherche et d’Expérimentation en Pédagogie Artistique, Teatro Nacional D. Maria II, TAGV – Teatro Académico de Gil Vicente (Portogallo), Le Quai Centre Dramatique National Angers Pays de la Loire, Comédie, Centre dramatique national de Reims (Francia)

con il sostegno di
MiC Ministero della cultura - Direzione Generale Spettacolo, Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia - Direzione centrale cultura e sport / Io Sono Friuli Venezia Giulia, Fondazione Friuli (Italia),
European Capital of Culture 2025 Nova Gorica - Gorizia



in collaborazione Mini teater Ljubljana 

con la partecipazione di
ERPAC – Ente Regionale Patrimonio Culturale Friuli Venezia Giulia (Italia), Fédération Wallonie Bruxelles – Service général de la Création artistique, Wallonie-Bruxelles International, La Loterie Nationale (CFWB/Belgio), Ministère de la Culture et de la Communication (Francia), Universidade de Coimbra (Portogallo)


L’École des Maîtres è un progetto di formazione teatrale avanzata ideato da Franco Quadri nel 1990. Obiettivo formativo dell’École des Maîtres è innescare una relazione tra giovani attori e attrici, formatisi nelle accademie d’arte drammatica e nelle scuole di teatro d’Europa già attivi come professionisti, e rinomati registi della scena internazionale, per dare vita a un’esperienza di lavoro fortemente finalizzata al confronto e allo scambio di competenze sui metodi e le pratiche di messinscena, partendo da testi, lingue e linguaggi artistici differenti, nel corso di atelier a carattere itinerante.

Alla guida della XXXIII edizione dell’École des Maîtres è stato invitato il regista e drammaturgo iraniano Amir Reza Koohestani. Il suo stage si intitola La vita quotidiana come performance: creare narrazioni dalle esperienze quotidiane. In questa edizione, Amir Reza Koohestani invita i partecipanti a esplorare il potenziale performativo della vita quotidiana. Trasformando l’ordinario in coinvolgenti racconti teatrali, il workshop esalta il potere dell’esperienza personale come materia prima per la creazione teatrale. I partecipanti riflettono sulla loro routine quotidiana, sull’ambiente che li circonda e sulle interazioni, alla scoperta delle loro potenzialità in scena. 

Una parte fondamentale del workshop è incentrata sugli appunti che i partecipanti scriveranno nel loro diario giornaliero, cogliendo i dettagli di una singola giornata. Questi diari, scritti in prima persona e al passato prossimo, servono come base per creare racconti. Per arricchire la propria narrazione, i partecipanti sono invitati a portare con sé un oggetto fisico collegato alla giornata descritta nel diario: qualsiasi cosa, da un oggetto domestico a un manufatto significativo. 

LE TAPPE DI LAVORO DELLA XXXIII EDIZIONE
Il corso inizia a Liegi il 26 agosto e prosegue con fasi di lavoro e di presentazione pubblica nelle diverse sedi europee del progetto, a Lisbona dal 31 agosto al 5 settembre, a Coimbra dal 6 all’11 settembre, a Milano dal 12 al 16 settembre, a Udine dal 17 al 26 settembre e ad Angers dal 27 settembre al 3 ottobre

Scopri di più sulla restituzione della tappa milanese di martedì 16 settembre alle ore 19.30, al Teatro Strehler. L’ingresso è gratuito con prenotazione obbligatoria

Quest’anno le/i partecipanti selezionate/i sono sedici, quattro per ciascun paese partner dell’École des Maîtres, a cui si aggiungono alcuni partecipanti del paese ospite del 2025, la Slovenia, nell’ambito delle iniziative della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia per il programma GO! 2025 European Capital of Culture 2025 Nova Gorica - Gorizia. Il gruppo è costituito dalla maggiore eterogeneità possibile di genere, origine, cultura.  
 


PER OGNI ULTERIORE INFORMAZIONE
Segreteria École des Maîtres – CSS Teatro stabile di innovazione del FVG
Lucia Turcati luciaturcati@cssudine.it
Elena Paravano elenaparavano@cssudine.it
e al numero +39 0432 504765
dal lunedì al venerdì, dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18
cssudine.it
 

Cronache dei mille e uno volti

© Marta Cervone

Cronache dei mille e uno volti

Laboratorio di potenzialità

Un progetto dedicato a ragazze e ragazzi delle scuole superiori a cura di Riccardo Frati, realizzato per Fondazione Alia Falck, con il contributo scientifico dell'Università Cattolica del Sacro Cuore.


Il laboratorio di potenzialità vuole aiutare i giovani, attraverso uno specifico percorso di pratica teatrale insieme alle attrici e agli attori diplomati alla Scuola del Piccolo, ad immaginarsi e proiettarsi nel futuro, assecondando le vocazioni personali e riconoscendo le proprie inclinazioni.
 

LE FASI DEL PROGETTO:

Inventio
Attraverso un ciclo di incontri teatrali in presenza, le ragazze e i ragazzi si allenano a immaginare le proprie potenzialità e a visualizzare possibili prospettive future creando un portfolio di alter ego con cui potersi realmente identificare.

Scriptio
Avvalendosi delle tecniche di drammaturgia, proseguono con la scrittura delle biografie future degli alter ego individuati, applicando l’arco narrativo archetipico dell’Eroe dai mille volti di Joseph Campbell.

Actio
Dopo le lezioni attoriali propedeutiche con Stefano Carenza, Silvia Di Cesare e Caterina Sanvi, giovani diplomati alla Scuola di Teatro “Luca Ronconi”, le ragazze e i ragazzi sono chiamati a raccontare e interpretare i propri alter ego in una restituzione performativa che vede concatenate tra loro le storie di tutti.

Explicatio
In parallelo alle singole fasi e a conclusione del progetto, questa tappa costituisce un momento di riflessione e rielaborazione a compendio del percorso svolto in collaborazione con il Dipartimento di Psicologia dell’Università Cattolica di Milano.

Narratio
Alla fine di ogni ciclo laboratoriale è previsto un momento di restituzione, ovvero un esito spettacolare in cui coinvolgere ragazze e ragazzi e dove far convergere tutti gli spunti da loro raccolti durante il laboratorio.




SCANSIONE TEMPORALE
La realizzazione del progetto si sviluppa nella triennalità 2024/2027, durante l’anno scolastico.
La prima parte dell’anno (novembre-dicembre) è dedicata alla formazione e al lavoro con le attrici e gli attori coinvolti.
Ciascuna delle prime tre fasi (Inventio, Scriptio e Actio) è distribuita nell’arco temporale febbraio-maggio, per un totale di 16 incontri di due ore ciascuno con scadenza settimanale
Per la fase di Explicatio, in collaborazione con le psicologhe e gli psicologi dell'Università Cattolica del Sacro Cuore, che si sviluppa in parallelo alle altre fasi, è previsto un appuntamento di confronto al termine di ogni fase e a conclusione dell’intero laboratorio.



LE FINALITÀ DEL PROGETTO
Il progetto intende promuovere lo sviluppo del Sé in adolescenza attraverso l’esperienza del teatro.
La realizzazione del percorso teatrale con i giovani è accompagnata da una serie di attività e strumenti che focalizzano il percorso su alcune dimensioni psicologiche specifiche legate allo sviluppo dell’identità in adolescenza.
In particolare, l'obiettivo è aiutare le ragazze e i ragazzi a sperimentare con i Sé possibili, che permetteranno di sentire, vivere e pensare condizioni presenti e future, in modo da aiutare ad ampliare la percezione del Sé, dal punto di vista cognitivo, emotivo ed affettivo.



RESTITUZIONE SCIENTIFICA
Nel 2027 è prevista l’attività di restituzione scientifica del progetto a cura del Dipartimento di Psicologia dell’Università Cattolica. La restituzione baserà le proprie valutazioni sui dati provenienti da questionari di autovalutazione, consegnati alle studentesse e agli studenti, alle docenti e ai docenti e alle operatrici e agli operatori teatrali coinvolti. Oltre all’organizzazione di giornate di studio, aperte alla comunità delle educatrici e degli educatori, è prevista anche una pubblicazione che mostra il modello messo a punto e sperimentato nel progetto, per permetterne la generalizzazione attraverso uno strumento che descrive le attività e le modalità di conduzione, impiegabile da altre operatrici e altri operatori teatrali e scolastici.

 

Indagine Milano 2025

Indagine Milano 2025


La residenza Indagine Milano è la colonna vertebrale del Festival IMMERSIONI 2025.


Una mappatura artistica della città con un focus specifico su quattro dei suoi quartieri meno centrali, una vera e propria immersione a contatto con le persone e le loro storie, con l’obiettivo di restituire quattro studi performativi che comporranno uno sguardo eterogeneo e multiforme sulla Milano contemporanea


Il Festival, arrivato alla sua quarta edizione, è un trampolino di sperimentazione della drammaturgia contemporanea a Milano. Un percorso di convivenza, vicinanza e scambio aperto ai cittadini e alla comunità, il cui motore propulsore sono gli artisti coinvolti e i processi drammaturgici partecipati.

Dopo le edizioni del 2022, del 2023 e del 2024 – che hanno visto le artiste e gli artisti selezionati lavorare con le comunità dei quartieri di Baggio, Calvairate, Niguarda, Lorenteggio/Giambellino, Quarto Oggiaro, Lambrate, Chinatown, Affori, Stadera, Barona, Chiaravalle e Santa Giulia – nel 2025 continua il lavoro di mappatura artistica della città chiedendo alle candidate e ai candidati di scegliere uno dei quartieri tra quelli indicati, territori ancora non intercettati da IMMERSIONI negli anni passati.
L’obiettivo è quello di coinvolgere cittadine, cittadini e comunità del quartiere attraverso un percorso di convivenza, vicinanza e scambio aperto che intercetti il tessuto associativo, le reti formali e informali sociali e culturali, gli enti e i presidi di prossimità.

I quartieri coinvolti: Adriano, Bicocca, Corvetto, Gallaratese
 



Anche quest’anno il percorso di selezione per Indagine Milano si è rivelato ricco, stimolante e profondamente generoso da parte di tutte e tutti coloro che hanno deciso di partecipare. Abbiamo ricevuto 56 candidature, da artiste e artisti provenienti da tutta Italia, capaci di interpretare lo spirito della call con visioni molto diverse tra loro ma accomunate da un’urgenza creativa e politica.

La varietà delle pratiche, dei linguaggi e delle traiettorie biografiche ha restituito un panorama articolato e vitale, che conferma come il Festival IMMERSIONI continui a intercettare energie nuove e necessarie, progettualità attente al contesto urbano e al suo continuo mutamento.

I quartieri si confermano materiale vivo, attraversabile, denso di relazioni e di potenziale drammaturgico: territori in trasformazione, periferie dai confini porosi, luoghi di passaggio, di cura, di conflitto e di possibilità. Le candidature hanno risposto con lucidità e profondità a questa possibilità, attivando immaginari e visioni capaci di intrecciare spazio urbano e vissuto umano. È da queste premesse che sono nati i progetti selezionati, che verranno accompagnati in un percorso di ricerca e sperimentazione condiviso.

L’intero processo di selezione è stato curato da un team artistico e curatoriale formato da Federica Fracassi, Nicola Russo e Benedetto Sicca, con la collaborazione di Riccardo Frati. Le valutazioni si sono articolate in più fasi: lettura approfondita dei progetti, dialoghi interni al gruppo di lavoro, e infine colloqui individuali con una rosa ristretta di finalisti, per poter cogliere anche quelle sfumature che vanno oltre la pagina scritta.

La qualità e la complessità delle proposte ricevute ci hanno spinto a un ulteriore sforzo produttivo e/o organizzativo, ampliando la rosa dei progetti selezionati rispetto alla previsione iniziale. Ai quattro progetti centrali si sono così aggiunti due progetti speciali, nati dal desiderio di allargare lo sguardo, esplorare altre forme di racconto e documentazione, e approfondire ulteriormente il rapporto tra pratiche artistiche e città.

I progetti selezionati per Indagine Milano 2025 sono:

Filippo Capobianco, Cercando Carla | Quartiere Corvetto
Elisabetta Consonni, Housing First | Quartiere Adriano
Silvia Guerrieri con Greta Tommesani e Federico Cicinelli, 96.99.92 | Quartiere Bicocca
Aldo Scarpitta e Marco Berni + Marco De Francesca, PASSÆGGI SONORI | Quartiere Gallaratese

Progetti speciali:
Edoardo Mozzanega e Chiara Prodi, Unione gattara milanese
Il collettivo Fuori Fuoco ha realizzato un reportage su Indagine Milano che confluirà nella fanzine Tafferuglio una rivista realista per una città surreale – nata per raccontare Milano con uno sguardo sperimentale.

Questi progetti mettono in campo competenze che spaziano dall’arte partecipata alla performance urbana, dalla coreografia alla narrazione documentaria. A livello drammaturgico emergono sguardi affilati, ironici, empatici, radicali, capaci di connettere il vissuto individuale con il paesaggio urbano e sociale di Milano.

Ringraziamo tutte le persone che hanno preso parte alla call con generosità e visione. Il loro contributo è stato fondamentale per costruire un confronto autentico su cosa significhi oggi abitare la città attraverso processi artistici partecipati. 
 


Il risultato delle residenze artistiche di Indagine Milano è stato presentato in un primo esito performativo a luglio nei quartieri e animerà il Teatro Grassi e diversi spazi milanesi dal 9 al 21 settembre durante il Festival IMMERSIONI.

Il Festival IMMERSIONI è promosso da mare culturale urbano in collaborazione con Piccolo Teatro di Milano.
Direttore artistico e responsabile del progetto: Andrea Capaldi (fondatore e direttore di mare culturale urbano).


 

Prospettiva Ronconi

© Luigi Laselva

Prospettiva Ronconi

Visionario, ardimentoso demolitore e dilatatore dello spazio, temerario manipolatore della lingua, maestro di generazioni di attrici e attori, corruttore di generi, inventore di artifici, instancabile ricercatore: a Luca Ronconi, motore e anima artistica del Piccolo dal 1998 al 2015, diciassette anni condivisi con la direzione di Sergio Escobar, dedichiamo un omaggio, una polifonia di iniziative, di diversa natura e respiro, che da febbraio arriva fino all’estate aprendo un vero e proprio cantiere di riflessioni e ricerca dall’orizzonte temporale indefinito.
 

Il titolo della rassegna è Prospettiva Ronconi perché la sua parabola di arte, studio e vita si è costantemente proiettata verso «uno spettacolo infinito, in un teatro in fuga», spostando e alterando il punto di vista in un inesauribile gioco di variazioni e rispecchiamenti. 

L’opera, il genio, il fondamentale contributo pedagogico-formativo di Ronconi – anche direttore della nostra Scuola di Teatro, oggi a lui dedicata – testimoniano tutta la complessità del suo lascito: un patrimonio caleidoscopico che merita di essere ricordato, ma soprattutto valorizzato e consegnato alle generazioni future. 
 

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Dall’8 marzo | Foyer dei Teatri Strehler, Studio Melato e Grassi
In rebus: frammenti di un discorso teatrale
Esposizione di bozzetti, disegni, progetti scenici, modellini, elementi di scena
e costumi a cura dell’Ufficio tecnico del Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa
L’inaugurazione vera e propria di Prospettiva Ronconi avviene nel giorno del suo compleanno – sabato 8 marzo – con un'installazione – visitabile dagli spettatori in orario di spettacolo – che abita i foyer dei tre teatri con l’esposizione di bozzetti, disegni, progetti scenici, fotografie delle prove, modellini, costumi messi a disposizione dall’Archivio e dalla Sartoria del Piccolo. Tracce di immaginazioni, visioni, invenzioni che offrono uno sguardo inedito sulla costruzione degli spettacoli di Ronconi, ad affiancare la più nota memoria condivisa che manifesti e fotografie di scena possono restituire a chi conosce la sua opera e a chi a queste impronte affida l’unica via di conoscenza del multiforme ingegno del regista.

Lunedì 17 marzo, ore 20.30 | Teatro Studio Melato
non era così. Un ritratto di Luca Ronconi
Alcuni dei più celebri interpreti ronconiani – Franco Branciaroli, Giovanni Crippa, Laura Marinoni, Massimo Popolizio, Galatea Ranzi fanno rivivere, in lettura, scene di spettacoli degli ultimi vent’anni di creazioni, tra il 1995 e il 2015.
non era così vuole essere un ritratto, per quanto parziale e arbitrario, di Ronconi, della sua visione scenica e, al contempo, riflettere teatralmente sul rapporto tra memoria e palcoscenico.

Maggio 2025
Pubblicazione del volume Luca Ronconi, Gli anni del Piccolo: 1998-2015. Interviste
Il volume, a cura di Eleonora Vasta, in uscita a maggio per i tipi de il Saggiatore, ripercorre il periodo trascorso da Luca Ronconi alla guida artistica del nostro teatro, rileggendolo attraverso le interviste, riportate nei programmi di sala e rilasciate dal regista per illustrare e approfondire gli oltre trenta spettacoli creati in quel periodo, prodotti, coprodotti o alla cui produzione il Piccolo collaborò. 
L’obiettivo è raccontare il processo creativo di Ronconi attraverso le sue stesse parole: dalla scelta di un autore alla sua messa in scena, dal confronto con i collaboratori artistici al lavoro insieme ad attrici e attori, che coinvolse sempre anche le allieve e gli allievi della Scuola di Teatro, da lui diretta e oggi a lui intitolata. 

Mercoledì 14 maggio
Piccolo Day. Una festa per il Piccolo
In occasione del nostro settantottesimo compleanno, una giornata aperta alla scoperta della nostra storia, dei nostri spazi e della Milano della cultura, per festeggiare insieme l’inaugurazione del 14 maggio 1947 e l’identità del Teatro d’Europa della città di Milano.
Momento centrale della giornata, la presentazione del libro Luca Ronconi. Gli anni del Piccolo: 1998-2015 (il Saggiatore) nel Ridotto Toscanini del Teatro alla Scala, alle ore 17. Intervengono Giovanni Agosti, Roberta Carlotto, Sergio Escobar, Claudio Longhi, Eleonora Vasta, coordinati da Paolo Besana

Venerdì 16 maggio | Chiostro Nina Vinchi
Una lente per guardare il testo: la drammaturgia dello spazio nel teatro di Luca Ronconi
Per dare conto e testimonianza degli straordinari allestimenti e degli impianti scenografici che hanno caratterizzato l’opera di Ronconi al Piccolo, Oliviero Ponte di Pino conduce una conversazione tra Margherita Palli e Marco Rossi, scenografi di riferimento nel percorso e nello sviluppo artistico del regista. Un’escursione spericolata attraverso botole, pedane, porte, piani in movimento, ingegnose macchinerie, automobili, specchi d’acqua, architetture ardite ma anche tutti i luoghi “altri” che si sono prestati ad accogliere le sfide dell’immaginazione del regista.

Lunedì 26 maggio | Chiostro Nina Vinchi
Una memoria da costruire: un progetto di storia orale per Luca Ronconi 
Come fare memoria di un regista straordinario senza isolarlo nella sfera del genio? Come riportarlo dentro una storia fatta di istituzioni e persone? Come ripensare il ruolo dei testimoni e l’idea di intervista? Il progetto Ormete incontra la memoria del teatro di Luca Ronconi attraverso lo sguardo e le domande di studentesse e studenti, giovani studiose e studiosi per ricostruire una storia corale e polifonica attorno al “Ronconi direttore di teatri” (Torino, Roma e Milano) e alla sua vocazione alla pedagogia teatrale nell’ambito della Scuola del Piccolo Teatro di Milano. 
Alla presentazione interviene Stella Piccioni, testimone del lavoro di e con Luca Ronconi, Alberto Bentoglio e Alessia Gennari (Università degli Studi di Milano), Donatella Orecchia e Arianna Morganti (Università di Roma Tor Vergata), Marta Marchetti e Marco Beltrame (Università di Roma La Sapienza), Federica Mazzocchi (Università degli Studi di Torino) e Livia Cavaglieri (Università di Genova).


 

Listen Everywhere!

© Marta Cervone

Listen Everywhere!

Comunicare senza barriere
 

La nostra programmazione è più accessibile grazie al dispositivo ListenWIFI: un’app gratuita con cui puoi ascoltare l’audio degli spettacoli direttamente dal tuo smartphone tramite cuffie, protesi acustica o impianto cocleare. 
 

Come ascoltare:
     ➝ Scarica l'applicazione inquadrando il QR Code che troverai sugli schermi nel foyer del teatro o tramite i link riportati qui sotto.
     ➝ Una volta in sala, collegati alla rete WiFi "Listen".
     ➝ Seleziona il canale "Audio spettacolo" sull'App, indossa le tue cuffie (la qualità dell'audio è migliore utilizzando auricolari con cavo), oppure connetti la tua protesi acustica o il tuo impianto cocleare allo smartphone e goditi lo spettacolo!

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Comunicare senza barriere è un progetto di a.l.f.a. – Associazione Lombarda Famiglie Audiolesi Milano
Con il contributo di Regione Lombardia e Presidenza del Consiglio dei Ministri

     

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