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Stormi. Traiettorie sugli Artisti Associati

“Stormi. Traiettorie sugli Artisti Associati” è il magazine mensile curato dalla redazione di Stratagemmi – Prospettive Teatrali e realizzato da un gruppo di studenti e studentesse dell’Università degli Studi di Milano per raccontare percorsi, poetiche e pratiche degli Artisti Associati del Piccolo. 


Ad arricchire i ritratti di ciascun numero, le recensioni delle pagine “Visioni” e gli approfondimenti di “Trame” dedicati alle questioni trasversali sollevate dallo sguardo sugli Artisti Associati, affidati alla voce di registi, docenti e critici. 


Nel primo numero la sezione “Ritratti” è dedicata al collettivo Sotterraneo – protagonista di una personale al Teatro Grassi con Shakespearology, Overload e L’Angelo della Storia nell’ottobre 2022 – e a Federica Rosellini che l’Amleto di Antonio Latella al Teatro Studio Melato. 

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In conconcomitanza con lo spettacolo HEDDA. GABLER. come una pistola carica in scena al Teatro Studio Melato nel dicembre 2022, il secondo numero del magazine si concentra sul teatro di Liv Ferracchiati, le cui ultime creazioni prendono le mosse da Čechov e da Ibsen. È l’occasione per esplorare modalità e pratiche con cui tradurre, adattare, riscrivere – e infine tradire – un testo: sia esso un classico della drammaturgia o un celebre dipinto. Attraverso interviste, recensioni e approfondimenti, il numero indaga il ruolo di traduttori e dramaturg nella fucina creativa del palcoscenico.

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Sono strade e piazze, linee del tram e architetture civili, i protagonisti di Città sola, la performance urbana creata da lacasadargilla: a partire da questa atipica esperienza spettatoriale, il terzo numero della rivista indaga l’arte scenica della compagnia, punto di partenza per un’esplorazione dei legami, antichi e sempre nuovi, tra teatro e città.

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Francese di origini vietnamite l’una, brasiliana l’altra, Caroline Guiela Nguyen e Christiane Jatahy affrontano da sempre nelle loro opere l’ibridazione e il meticciarsi delle identità, delle lingue, delle biografie nelle società postcoloniali. Il quarto numero è dedicato alla galassia artistica e concettuale espressa da queste stesse società, in un costante processo di ridefinizione e rinegoziazione del passato. 

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La curiosità verso gli altri è l’elemento che sembra accomunare i due Artisti Associati cui è dedicato il quinto numero della rivista: Pier Lorenzo Pisano e Marcus Lindeen. Con Carbonio, il primo mette al centro della propria scrittura l’alieno, l’icona che più di ogni altra ha saputo raccontare l’incontro con l’ignoto e il perturbante. In territori non meno coraggiosi si è spinto lo svedese Marcus Lindeen con la sua Trilogia delle identità, mettendo in luce quanto l’idea stessa che abbiamo del nostro “io” non sia altro che un’illusione o una sovrastruttura culturale.

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Gli splendori e le miserie del mestiere d’attore, la concitazione delle prove, la vita di una compagnia, oppure la genesi creativa: il teatro mette in scena sé stesso, con costruzioni drammaturgiche che dallo spazio ristretto del palco gettano uno sguardo sul mondo e la società contemporanea. Il sesto numero del magazine mette al centro le scritture di Davide Carnevali, in occasione di Ritratto dell’artista da morto, e di Pascal Rambert, in occasione dello spettacolo Prima.

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Strumento primario di conoscenza, campo di battaglie politiche e sociali, spazio della memoria e del desiderio, infine arma e mezzo di lotta: il corpo si pone oggi come luogo animato da istanze contraddittorie e territorio d’elezione per indagini artistiche, filosofiche, letterarie. Il settimo numero esplora le poetiche di Marta Cuscunà e Marco D’Agostin, e di chi come loro costruisce sul corpo un archivio di ricordi e sogni, di immaginazioni e futuri possibili.

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Si raccontano storie per sopravvivere alla morte, come ci ha rivelato Shahrazād; per salvare dall’oblio e dalla polvere del tempo le vite degli sconfitti e degli esclusi; oppure per immaginare utopie e dare parola e senso ai sogni e ai desideri. Al racconto delle storie e della Storia, nelle sue innumerevoli declinazioni intime e collettive, poetiche e politiche, è dedicato l’ottavo numero di Stormi. Traiettorie sugli Artisti Associati: al centro, le narrazioni di Stefano Massini Davide Enia e i loro vertiginosi affondi nelle torsioni della nostra epoca.

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La memoria incarnata nel corpo dell’attore, e tradotta sul palco in gesto e drammaturgia; la memoria dell’individuo, che nutre il teatro di ricordi e che da questo riceve in cambio aneddoti e storie; la memoria collettiva, che meticcia le biografie e ne determina scelte e svolte. È intorno alle prismatiche relazioni tra memoria e arte scenica che si incardina la ricerca di Tiago Rodrigues – regista, autore e neo direttore del Festival di Avignone – al quale è dedicato il nono e ultimo numero di Stormi. Traiettorie sugli Artisti Associati.

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IN REDAZIONE
Carola Ambrosioni, Sara Biondi, Nadia Brigandì, Harriet Carnevale, Ivan Colombo, Giulia Facchetti, Anna Farina, Claudio Francesco Favazza, Elisabetta Forlani, Marta Fossati, Francesca Lepiane (organizzazione), Andrea Malosio, Noemi Mangialardi, Giacomo Matelloni, Mariachiara Merola, Federica My, Mariagrazia Olivieri, Leonardo Ravioli, Francesca Redaelli, Francesca Rigato, Alessandro Stracuzzi, Alice Strazzi, Elena Vismara, Alessia Vitalone

FORMAZIONE E EDITING
Maddalena Giovannelli, Alessandro Iachino, Camilla Lietti, Francesca Serrazanetti

IMPAGINAZIONE
Camilla Lietti

GRAFICA
Leftloft


Illustrazione dalla copertina del nono numero di Giulia Capra, studentessa IED Torino, con il coordinamento di Arianna Vairo