Parole, voci, immagini per celebrare i giorni di una memoria collettiva
Calendario civile è l’omaggio che il Piccolo tributa, in virtù della sua radice fondativa di servizio pubblico e della sua cifra identitaria di “Teatro d’arte per tutti” ai giorni di festa della storia popolare e democratica del nostro paese: 25 aprile, Primo e 9 maggio, 2 giugno.
In particolare, nel 2021, Abbecedario civile, lo spin-off del nostro Abbecedario per un mondo nuovo, ha incrociato la L di lavoro per il 1° maggio (attraverso la scrittura), la E di Europa per il 9 maggio (in forma di audio/podcast) e la R di Repubblica per il 2 giugno (sotto forma di video).
25 aprile – Festa della Liberazione
Il 25 aprile, giorno della Liberazione di Milano nel 1945, si celebra l’anniversario della Liberazione dell’Italia dal nazifascismo.
La Giornata dell’Europa ricorda il giorno in cui nel 1950 Robert Schuman presentò il piano di cooperazione economica che segnò l’inizio dell’integrazione europea e gettò le basi di una futura unione federale.
Nel 1949 il 2 giugno è stato dichiarato Festa nazionale della Repubblica per ricordare il giorno in cui tre anni prima si era svolto il referendum con cui gli Italiani votarono per cambiare la forma di governo del paese da monarchia a repubblica costituzionale.
Gli incontri sono trasmessi online sulla pagina Facebook del Piccolo tutti i giovedì dal 22 aprile al 27 maggio 2021 alle ore 18.
Dal teatro, al cinema, dai media tradizionali ai social, la rappresentazione del potere non ha mai cessato di essere un atto politico, con implicazioni etiche, psicologiche e sociali di grande rilevanza.
Attraverso una serie di conversazioni e interventi, in cui personaggi del mondo della cultura si soffermano sulle differenti forme di rappresentazione del potere nella contemporaneità e sulle loro implicazioni etiche e psicologiche, il percorso si ripropone di mettere a fuoco, da vari punti di osservazione, i meccanismi della rappresentazione del potere e i suoi risvolti nei linguaggi artistici, nella comunicazione di massa, nella creazione di una percezione collettiva del significato e dei valori legati a una, o molteplici, idee di “potere”.
Il progetto sarà accompagnato dalla visione dello spettacolo La tragedia del vendicatore di Thomas Middleton, regia di Declan Donnellan, in una versione appositamente realizzata per la diffusione via streaming, e della nuova produzione del Piccolo A German Life di Christopher Hampton, tratto dalla storia vera e dalla testimonianza di Brunhilde Pomsel, regia di Claudio Beccari con Franca Nuti.
Giovedì 22 aprile 2021, ore 18 La tentazione del potere conversazione con Massimo Recalcati introduce Claudio Longhimodera Anna Piletti
Gli esseri umani sono attratti dal potere secondo una ambivalenza fondamentale: da una parte aspirano all’uso del potere dall’altra, per rifugiarsi dalla responsabilità della propria libertà, si sottomettono acriticamente a chi detiene il potere.
Giovedì 29 aprile 2021, ore 18 Divi e Duci – Il fantasma del potere nell'immaginario italiano
conversazione con Gianni Canova e Massimo Popolizio
introduce Anna Piletti
Perché il cinema americano, quando mette in scena uomini di potere, li chiama con il loro nome (Nixon, JFK, Lincoln), mentre in Italia la rappresentazione del potere fa spesso ricorso a maschere (il Divo, il Duce, il Caimano...)? Perché al cinema e a teatro il potere è quasi sempre "cattivo" anche quando riguarda sistemi democratici? Perché la messinscena del potere fa quasi sempre saltare i codici linguistici della rappresentazione?
Giovedì 6 maggio 2021, ore 18 La rappresentazione del potere, da Aristofane a Brecht
conversazione con Luciano Canfora
introduce Anna Piletti
Profondo conoscitore dei meccanismi della retorica politica nel divenire della storia, Luciano Canfora analizza le trasformazioni della rappresentazione del potere dalla propaganda dei Cesari a oggi.
“Aristofane (circa 450-380 a.C.) può considerarsi uno degli avamposti mentali e uno dei principali modelli della più innovativa e significativa drammaturgia del Novecento, quella del "teatro epico" di Bertolt Brecht (1898-1956) – scrive Luciano Canfora. La categoria fondante che li accomuna è quella che Brecht definì col termine «straniamento»”.
Giovedì 13 maggio 2021, ore 18 Corpo, potere e rappresentazione
incontro con Michela Marzano
introduce Anna Piletti
Che spazio occupa il corpo nelle rappresentazioni del potere? È sempre necessario attivare processi di legittimazione del potere che attingano alla dimensione simbolica? Se si pensa alla storia della simbologia politica dell’Occidente medievale e moderno, il consenso nei confronti del potere si coagula attorno alla figura del «corpo del re». Come spiega bene lo storico Kantorowicz, il re, contrariamente ai sudditi, ha due corpi: uno fisico e soggetto alle leggi naturali e uno simbolico che si identifica invece con lo Stato – da cui la formula: «il re è morto, viva il re». Parallelamente, l’assenza del corpo femminile all’interno dello spazio pubblico è una metafora dell’invisibilità che, per secoli, ha perseguitato le donne. Ma cosa resta oggi di questo corpo simbolico? Nell’era della liquidità, non è il capo stesso (maschile e femminile) che diventa poroso e si dissolve? Come occupare allora lo spazio e permettere al potere di rappresentare se stesso?
Giovedì 20 maggio 2021, ore 18 Rappresentazione del potere e crisi di civiltà
incontro con Roberta De Monticelli
introduce Anna Piletti
Dicembre 1918. Il transatlantico George Washington fa rotta verso l’Europa, con a bordo il Presidente americano, Woodrow Wilson. Milioni e milioni di persone sperano in lui: sperano nella pace giusta, una pace che s’instauri in nome del diritto e non della vendetta, che diventi la base del governo della legge sulla scena internazionale, dove vigevano l’equilibrio precario delle potenze e il rischio perenne della guerra. Per un attimo esaltante i poteri della terra sembrano inchinarsi all’ideale della pace perpetua. Wilson fallirà nell’impresa, ma quel momento segna nel Novecento un’icona del potere come strumento di giustizia: il volto ideale della politica. Cosa sopravvive, un secolo dopo, di questa “rappresentazione del potere”?
Giovedì 27 maggio 2021, ore 18 La rappresentazione del potere nella narrativa italiana del Novecento
conversazione con Chiara Valerio e Mario Desiati
introduce Anna Piletti
Se Padron Toni e Mastro Don Gesualdo erano padroni, il primo meno del secondo, e il Gattopardo di Tomasi di Lampedusa poteva addirittura permettersi di fermare, col proprio scetticismo, il tempo. Se le abitudini linguistiche e tutte le altre consuetudini, come le docce gelate, provenivano prevalentemente, in Lessico Familiare da un'unica fonte, il padre, ed è sempre il padre in Caro Michele che ritiene il figlio l'unico essere degno di venerazione, è vero che in Aracoeli di Elsa Morante, l'autorità è la madre, con le sue bizzarrie e le sue melodie. E Bepi Sonnino e Bonaria Urrai sono autorità di stile e di vita o cos'altro?
Chiara Valerio e Mario Desiati riflettono sulla rappresentazione del potere nella narrativa italiana del Novecento, da lettori e da scrittori.
Percorso per le scuole e il pubblico organizzato
Nella convinzione che la didattica teatrale possa essere promotrice di un pensiero teatrale e un fondamentale tassello nella formazione dei giovani spettatori, gli incontri per le scuole sono articolati in due cicli complementari. Il primo strutturato in tre grandi appuntamenti, aperti a tutte le scuole del territorio nazionale, che seguiranno idealmente altrettante tappe evolutive del dramma occidentale. Il secondo, correlato alla diffusione in streaming de La tragedia del vendicatore, è composto da una serie di incontri ad hoc, dedicati a gruppi classe o gruppi scuola, che potranno usare lo spettacolo per approfondire, secondo i diversi approcci didattici, aspetti quali: l’autore e la sua epoca, il testo e la sua messa in scena. Gli incontri potranno avvalersi dei contributi audio/video della Piccolo Tv, del nostro Archivio storico e, soprattutto, del confronto con le figure artistiche coinvolte nella produzione.
La Z, l’ultima. Ho scelto la parola Zitta perché la Z è ostica, ma è pur sempre una gran bella lettera; affascinante. L’ultima.
Così come ultima è sembrata essere Lisa Montgomery, una pazza assassina ma prima di tutto una bambina martoriata da una madre e un patrigno che hanno mutato la sua luce, forse insegnandole che nella vita esiste solo il male. Lisa ha commesso un omicidio brutale, a Lisa è sempre stato imposto il silenzio, dopo stupri, violenze, angherie d’ogni genere in quella roulotte che si stenta a credere, potesse contenere tutto quel male. Lisa è stata condannata a morte, mediante una lettera recapitatale dal Dipartimento di Giustizia dello stato dell’Indiana, negli USA. In quella lettera, Lisa è stata definita “cara”, ed è stata salutata con “cordialmente”; le uniche due parole d'affetto forse, che abbia mai letto o sentito. Il pool di psicologi che si è occupato del caso, ha invocato a più riprese la grazia per una donna definita come “la più spezzata del mondo”, ma il presidente Trump non ha accolto l'istanza. Il giorno dell'iniezione letale, il boia ha chiesto a Lisa se prima di morire, avesse qualcosa da dichiarare ma Lisa, abituata al silenzio, abituata a star zitta, ha risposto semplicemente no. Fabio Pisano
Sinossi Zitta racconta di Lisa Montgomery, una pazza assassina e una donna spezzata, di una donna che è stata condannata a morte dal suo Stato, l'Indiana, ma ch'è stata prima condannata a vita, da una madre, un patrigno, senza possibilità di grazia. In nessun caso.
Biografia
Sono nato a Napoli il ventisette settembre di 34 anni fa. Ho studiato scienze biotecnologiche, dando alla mia mente una forma scientifica e nel contempo ho coltivato la passione per la drammaturgia, studiando con diversi drammaturghi tra cui Mark Ravenhill, Martin Crimp, Enzo Moscato, Davide Carnevali, e ho studiato con alcuni autori della nuova scena spagnola, tra cui Esteve Soler, José Mora, Ana Valbuena. Felici gli incontri con Oskaras Korsunovas, Massimiliano Civica, Laura Curino. Ho partecipato a diversi concorsi nazionali dedicati alla drammaturgia, vincendone alcuni quali il premio “Sipario.it”, il premio “Aldo Nicolaj”, il premio “Salvatore Quasimodo”, il premio “Annibale Ruccello”, la “Honorable Mention For Best Original Story” al festival Internazionale ISA – Indipendent Shorts Awards di Los Angeles per un corto cinematografico, il “Premio Hystrio 2019”, il premio Fersen. Leggo molta drammaturgia contemporanea e credo sia necessario, per chi scrive, avere sempre una strada oscura, affinché si possa esplorare il genere ed evolvere la forma. Senza però mai tradire la narrazione.
Abbecedario per il mondo nuovo
produzione Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa
in collaborazione con Premio Hystrio – Scritture di Scena e Premio Riccione “Pier Vittorio Tondelli”
regia Lisa Ferlazzo Natoli e Alessandro Ferroni
sotto gli auspici del Centro per il Libro e la Lettura
Quando sono state estratte le lettere, ho sperato che me ne fosse assegnata una anomala, di quelle spigolose, antipatiche, limitanti. Forse il motivo è proprio perché, quando scrivo “su commissione”, più sono i paletti e più mi sento libero di muovermi all’interno della struttura di pensiero. La Y lascia poco spazio all’immaginazione. Dopo un giro tra gli Yachts della Yakuza che risaputamente passa il tempo su Youporn mangiando Yogurt prodotti dagli Yankees ma comprati con gli Yen o barattando qualche Yak, in sogno è apparso uno Yeti di quelli grossi grossi tutto muscoli e cattiveria che mi ha detto Scegli me e poi lo ha ripetuto e più lo ripeteva più si faceva grosso finché gonfio di rabbia e con le vene in fiamme si è preso la testa pelosa e se l’è staccata: era un mascherone. Sotto c’era un tipetto normale – quasi anonimo – che si è sgonfiato poco a poco fino a farsi della mia misura. Mi ha guardato e mi ha detto Scegli me? e io ho risposto occhei e lui ha risposto occhei e quella notte ho trovato la parola. Niccolò Matcovich
Sinossi Anno 2050. La Grande Brina ha ormai avvolto completamente la Terra: le città sono svuotate, gli oceani incastrati sotto sterminate lastre di ghiaccio, la natura assopita. Il sole è diventato freddo, sembra non riuscire più a raggiungere il pianeta. Nel deserto di ghiaccio, due Traghettatori atterrano sugli Himalaya con un solo obiettivo: trovare lo Yeti.
Biografia
Niccolò Matcovich, classe ’89, è autore e regista. Si diploma in Drammaturgia presso la Civica Scuola d’Arte Drammatica Paolo Grassi di Milano nel 2014 e, tornato a Roma, a inizio 2016 fonda la compagnia Habitas insieme a Livia Antonelli e Chiara Aquaro, attrici. Nella regia spazia tra prosa classica, lirica e ricerca; nella drammaturgia si concentra sul ritmo e la musicalità della parola e sulla sperimentazione linguistica. Con Habitas lavora sulla drammaturgia contemporanea e, dall’estate 2018, alla produzione di spettacoli affianca l’ideazione, direzione artistica e organizzazione di CastellinAria – Festival di Teatro Pop nel castello di Alvito, provincia di Frosinone, di cui sta progettando la quarta edizione. Fa parte del progetto, oltre a Habitas, Anna Ida Cortese. A settembre 2020 è vincitore, insieme a Laura Nardinocchi, del Premio Scenario Infanzia con Arturo. Lo stesso spettacolo è semi-finalista al Premio In-box Blu 2021.
Abbecedario per il mondo nuovo
produzione Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa
in collaborazione con Premio Hystrio – Scritture di Scena e Premio Riccione “Pier Vittorio Tondelli”
regia Lisa Ferlazzo Natoli e Alessandro Ferroni
Xabaras, padre di Dylan Dog, anagramma di Abraxas, uno dei nomi con cui è conosciuto "il reggitore del cielo più alto", Dio, o forse il suo contrario. Fantasia, leggenda e divinità: gli elementi su cui ho costruito questa favola nera di cui Xabaras è protagonista. Pablo Solari
Sinossi In un inverno lontano, quello che un tempo era chiamato Piccolo Teatro ora è un rudere inghiottito dalla vegetazione abitato da un ragazzo e da un maestoso cavallo nero.
Xabaras, un viandante misterioso, si presenta alla porta del Teatro chiedendo riparo in cambio di un prezioso insegnamento.
Biografia
Pablo Solari, Regista e autore teatrale, classe 1989 si diploma in Regia teatrale presso la Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi di Milano nel 2015. Firma la drammaturgia di Oreste, parte dello spettacolo vincitore premio UBU e premio della Critica 2016 Santa Estasi. Atridi: otto ritratti di famiglia di Antonio Latella; è stato responsabile dell’adattamento drammaturgico dei Cavalieri di Aristofane rappresentato durante il 54° Festival Nazionale di Dramma Antico di Siracusa, con Francesco Pannofino, Gigio Alberti, Antonio Catania, Roy Paci e altri.
Tra le sue regie: L’indifferenza; Contenuti Zero Varietà; Carapace, in collaborazione con il musicista Roy Paci; L’amore ai tempi dello storytelling (2020), scritto e diretto in collaborazione con il gruppo satirico “Il terzo segreto di satira”; Elia Kazan. Confessione americana, che debutta all’interno della Biennale di Venezia - Teatro 2020.
Debutta come regista d’opera dirigendo due atti unici inediti all’interno della serata 4 one-act operas in chiusura della Biennale di Venezia - Musica 2019. È finalista del Premio Riccione Tondelli 2019 con il testo Woody è morto.
Dal 2021 collabora con Marco Balich per Balich Worldwide Shows, casa di produzione di eventi su larga scala e cerimonie Olimpiche. (Foto Wanda Perrone Capano).
Abbecedario per il mondo nuovo produzione Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa in collaborazione con Premio Hystrio – Scritture di Scena e Premio Riccione “Pier Vittorio Tondelli” regia Lisa Ferlazzo Natoli e Alessandro Ferroni sotto gli auspici del Centro per il Libro e la Lettura
Ho scelto la parola VUOTO per l’Abbecedario perché, tra tutte le parole che iniziano con la V sul vocabolario italiano, credo sia quella che più di tutte parla di questa nuova era in cui siamo immersi. Individualmente, e collettivamente. Quando diventa impossibile uscire di casa, quando ciò che c’è fuori sembra pericoloso e inospitale, le quattro pareti di una stanza cambiano. Diventano le pareti del cranio, e allo stesso tempo il mondo intero, la totalità dell’orizzonte umano. Gli eventi e le persone con cui il nostro mondo veniva affollato non esistono più, e si rimane soli con se stessi, con il proprio io, con i propri ricordi. Lo spazio si dilata e nel contempo si svuota, lasciandoci soli.
A partire da questa riflessione ho voluto esplorare la condizione di vuoto che caratterizza la percezione del sé. Faccia a faccia con la vacuità che sembra avvolgerlo, il personaggio scava nella propria memoria e cerca un senso alla propria esistenza per sfuggire alla sensazione di perdita e di dissoluzione. Come? Cercando risposte nel passato, nella relazione che ha avuto (e che è finita) con una donna, tra sentimenti che si spengono e storture che si aggravano e incancreniscono nel tessuto della vita di coppia. Che la sua ex fidanzata sia poi il Diavolo in persona, rende le cose ancora più intricate ma anche, forse, più ironiche.
Vuoto è una relazione finita, un mondo che si allontana, un patto col Diavolo che non si riesce a siglare. Almeno per me. Francesco Bianchi
Sinossi Un uomo parla con una donna mentre guarda fuori dalla finestra. I due riflettono sulla loro vita, sulla fine della loro relazione, e sul senso di vuoto individuale e collettivo che caratterizza l'esistenza contemporanea. Piccolo particolare: la donna è il Diavolo in persona.
Biografia
Francesco Bianchi è drammaturgo, regista e traduttore. Nasce a Colleferro (RM) il 28 luglio 1989. Si laurea all’Università La Sapienza di Roma e all’Università IUAV di Venezia, dove è anche assistente alla didattica (2015/2017). Dal 2012 collabora con Fondazione Teatro Due di Parma in veste di dramaturg, assistente alla direzione artistica e assistente alla regia al fianco di Valerio Binasco, Massimiliano Farau, Walter Le Moli, Gigi Dall’Aglio, Bruno De Franceschi, Elisabetta Pozzi, Csaba Antal. Dal 2018 è il Regista Assistente per l’Italia di Declan Donnellan al Piccolo Teatro di Milano e nella compagnia Cheek by Jowl. Scrive e traduce testi teatrali già dai primi anni della sua esperienza teatrale, affiancando alla scrittura la ricerca drammaturgica e lo studio del teatro in tutte le sue forme. Ottiene la segnalazione al Premio Hystrio Scritture di Scena 2016 con il testo Europa, nonché la menzione al premio Extrême Contemporain 2021 con il testo Per lei, nel giorno del suo compleanno.
Abbecedario per il mondo nuovo
produzione Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa
in collaborazione con Premio Hystrio – Scritture di Scena e Premio Riccione “Pier Vittorio Tondelli”
regia Lisa Ferlazzo Natoli e Alessandro Ferroni
sotto gli auspici del Centro per il Libro e la Lettura
Unni di Michelangelo Zeno, con Alfonso De Vreese, Anna Manella, Marco Mavaracchio, Francesca Osso.
Podcast online su Spreaker da domenica 30 maggio 2021
Unni è una bellissima parola per un bellissimo popolo. Erano degli invasori e questo è divertente, perché spesso quelli che fanno ridere alle feste arrivano dopo cena, sul tardi diciamo, e spesso non sono invitati. Tutto quello che so sugli Unni l'ho letto su Wikipedia, un’enciclopedia libera che sta spopolando sul web. La parola Unni contiene una lettera doppia, ma non lo hanno scelto loro: è stata una decisione di un gruppo di storici che non ha alcun rispetto delle volontà dei morti. Quello che tutti sanno è che gli Unni cuocevano la carne mettendola sotto la sella del cavallo. Quello che non tutti sanno è che a volte si sbagliavano e mangiavano il cavallo, cosicché dovevano andare a piedi. Se fossero stati più attenti avrebbero invaso l’Impero Romano con un secolo di anticipo e ci avrebbero risparmiato un’ora in più di storia. Gli Unni sono un popolo veramente interessante. Il mio testo non parla di loro. Michelangelo Zeno
Sinossi In una cucina come tante di una casa come tante quattro personaggi stanno facendo colazione. Un uomo che non parla, una donna che sistema casa, una ragazza con la tuta da jogging e un teddy boy che è stato appena mollato dalla tipa. L’incomunicabilità endemica, la poca attitudine al fallimento e i desideri repressi creano il terreno per l’invasione di qualcosa di apparentemente sconosciuto, ma che è sempre stato davanti a noi.
Biografia
Michelangelo Zeno (1987) vive e lavora a Milano dove si è diplomato in scrittura teatrale alla Scuola Paolo Grassi. Fra il 2011 e il 2014, con il gruppo Famiglia Mastorna, si occupa della riscrittura e della regia di testi classici (Bernhard, Müller, Ibsen). Scrive con il compositore Gabriele Cosmi la pocket-opera MagenZeitOpera che debutta a Venezia all’interno di BiennaleMusica2014. Dal 2017 al 2019 è dramaturg di produzione presso CuboTeatro di Torino per cui scrive Blatte, testo che ha ottenuto la menzione della giuria al Premio Hystrio Scritture Di Scena ed è stato tradotto in ceco a cura del Teatro Letì di Praga. Il testo teatrale Malagrazia è messo in scena dalla compagnia Phoebe Zeitgeist ed apre la rassegna NuoveStorie2018 al Teatro dell’Elfo a Milano. Nello stesso anno è selezionato per il progetto internazionale Fabulamundi Playwriting Europe. Nel 2019 debutta presso il Festival delle Colline Torinesi Tito/Rovine d’Europa, una suite teatrale su un viaggio fra la Germania e la Polonia prodotto da CuboTeatro e TPE. Durante la pandemia fra le altre cose ha scritto L’anello mancante (tradotto in inglese e pubblicato da OperaDaTreSoldi in e-book a cura di Teatro i). Insegna scrittura teatrale presso FE - Fabbrica dell’Esperienza, a Milano.
Abbecedario per il mondo nuovo
produzione Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa
in collaborazione con Premio Hystrio – Scritture di Scena e Premio Riccione “Pier Vittorio Tondelli”
regia Lisa Ferlazzo Natoli e Alessandro Ferroni
sotto gli auspici del Centro per il Libro e la Lettura
Tu di Pier Lorenzo Pisano, con Petra Valentini; e con Monica Buzoianu, Giovanni Drago, Alfonso De Vreese, Lorenzo Frediani, Anna Godina, Leda Kreider, Anna Manella, Marco Mavaracchio, Francesca Osso, Simone Tudda.
Podcast online su Spreaker da sabato 29 maggio 2021
TU è la parola che forse più si avvicina a raccontare il senso dell’incontro dal vivo. È una sorta di unità base della relazione, del teatro, racchiusa in due sillabe. Ed è, in questo testo, una lunga catena di immagini incastrate per senso, per respiro, per violenza, che raccontano attimi, storie e mondi, senza una precisa identità di appartenenza. TU è un flusso avviluppato a tutto quello che ci circonda, alla nostra esperienza umana. È un fiume mutevole e composito, che si disgrega scendendo in profondità, nelle particelle più infinitesimali, per poi schizzare via e tornare ad essere solo una linea blu, da lontano. Pier Lorenzo Pisano
Sinossi TU è una catena di immagini incastrate per senso, per respiro, per violenza, che raccontano attimi, storie e mondi, senza una precisa identità di appartenenza. È un flusso avviluppato a tutto quello che ci circonda, alla nostra esperienza umana. È un fiume che si disgrega scendendo in profondità, nelle particelle più infinitesimali, per poi schizzare via e tornare ad essere solo una linea blu, da lontano.
Biografia
Pier Lorenzo Pisano è regista e autore di cinema, teatro, narrativa. Si diploma in regia presso il Centro Sperimentale di Roma (Scuola Nazionale di Cinema). Esordisce come regista cinematografico col cortometraggio Così in terra, presentato in concorso al 71° Festival di Cannes, selezione ufficiale Nastri d’Argento, cinquina Globi d’Oro e selezionato in più di cinquanta festival internazionali. L’anno seguente il suo secondo cortometraggio Antiorario è prodotto e presentato dal 72° Festival di Locarno, mentre per il teatro dirige la messinscena italiana di Per il tuo bene ed è autore in residenza presso il New York Theater Workshop e il Royal Court Theatre (Londra) per lo sviluppo del suo prossimo testo. Fa parte dei progetti Fabulamundi Playwriting Europe, Playstorm (Teatro Stabile di Torino), Between Lands (Emilia Romagna Teatro Fondazione). I suoi testi sono tradotti in dodici lingue ed il suo lavoro è stato presentato in programma al 72° Festival d’Avignon nel Forum des Nouvelles Écritures Dramatiques Européennes. Ha ricevuto i maggiori premi italiani per la nuova sceneggiatura e drammaturgia, tra cui il Premio Solinas, il Premio Riccione - Tondelli, il Premio Hystrio. Quest’anno è in uscita il suo primo romanzo Il buio non fa paura.
Abbecedario per il mondo nuovo
produzione Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa
in collaborazione con Premio Hystrio – Scritture di Scena e Premio Riccione “Pier Vittorio Tondelli”
regia Lisa Ferlazzo Natoli e Alessandro Ferroni
sotto gli auspici del Centro per il Libro e la Lettura
Perché Simultaneità? Perché è una magia; perché è insondabile. È il sogno di essere ovunque, qui e lì nello stesso momento; è la consapevolezza che il mondo e tutte le sue forme di vita esistono non oltre noi, ma insieme a noi, nel medesimo momento, appunto: simultaneamente. Viviamo tutti nello stesso secondo. Eppure viviamo da soli. Per questo, la simultaneità è anche un’utopia. E un inganno. Christian Di Furia
Sinossi Un fratello e una sorella si ritrovano nello stesso momento della loro vita ad affrontare due eventi fondamentali per le loro rispettive esistenze.
Biografia
Christian Di Furia nasce a Foggia nel 1990. Scrive per il teatro. I suoi testi hanno ottenuto riconoscimenti da alcuni dei più importanti festival sulla scrittura teatrale; nel 2017 il suo lavoro Un pallido puntino azzurro è stato finalista al Premio Riccione “Pier Vittorio Tondelli”, e l'anno successivo è stato pubblicato nella collana Teatro della casa editrice Nowhere Books. Pubblica racconti su diverse riviste e blog, tra cui Nazione Indiana.
Abbecedario per il mondo nuovo
produzione Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa
in collaborazione con Premio Hystrio – Scritture di Scena e Premio Riccione “Pier Vittorio Tondelli”
regia Lisa Ferlazzo Natoli e Alessandro Ferroni
sotto gli auspici del Centro per il Libro e la Lettura
Un mondo rovesciato, quello che il nostro presente mi ha suggerito. Un mondo rovesciato, quello a cui la Rapsodia Ungherese n.2 di Franz Liszt, su cui è costruito il testo, mi ha progressivamente condotta. Un mondo rovesciato, appunto, quello in cui si risveglia il protagonista. Ogni comportamento, ogni relazione, ogni situazione, rovesciata. E in questo rovesciamento lui non si ritrova più. Fatica a riconoscere le cose, le persone, tutto quanto. Fatica a riconoscere anche se stesso. Maria Teresa Berardelli
Sinossi Un ragazzo si sveglia e trova il mondo rovesciato. Ogni comportamento, ogni relazione, ogni situazione, rovesciata. E in questo rovesciamento lui non si ritrova più. Fa fatica a riconoscere le cose, le persone, tutto quanto. Si sente solo e fa fatica a riconoscere anche se stesso.
Bio
Diplomata nel 2008 all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio D’Amico”, Maria Teresa Berardelli vince nel 2009 con Sterili il Premio Riccione/Tondelli; nel 2010 vince il Premio letterario Città di Chieri e Colline Torinesi - Bando Inedito 2010 con Altrove e il Premio Fersen VI edizione con Studio per un teatro clinico. Nel 2015 vince la menzione al Premio Hystrio 2015 Scritture di scena con 10 mg. Nel 2021 il suo testo Il fiore rosso vince il bando Mezz’ore d’Autore presso Fondazione Teatro Due. Per la regia di Andrea Baracco firma l’adattamento teatrale di Uno, nessuno e centomila di Pirandello (produzione Khora Teatro), di Il racconto d’inverno di Shakespeare (produzione Teatro Stabile dell’Umbria), di Itaca per sempre di Luigi Malerba (produzione Trento Spettacoli) e di Le affinità elettive di Goethe (produzione Teatro Stabile dell’Umbria).
Abbecedario per il mondo nuovo
produzione Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa
in collaborazione con Premio Hystrio – Scritture di Scena e Premio Riccione “Pier Vittorio Tondelli”
regia Lisa Ferlazzo Natoli e Alessandro Ferroni
sotto gli auspici del Centro per il Libro e la Lettura