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Milano per Gaber 2026

© Luigi Ciminaghi

Milano per Gaber 2026

Sei appuntamenti nel segno del Signor G.


Torna in una nuova edizione, dal 10 al 14 giugno al Teatro Grassi, la rassegna di spettacoli e incontri che ripropone il vastissimo repertorio musicale e teatrale del Signor G. e il lascito del suo pensiero nella contemporaneità.
 

Organizzata dalla Fondazione Giorgio Gaber, sostenuta dal Comune di Milano con la collaborazione del Piccolo, la manifestazione racconta tramite diverse proposte teatrali nel nome di Gaber lo straordinario lavoro dell’artista, la sua libertà di pensiero e il suo impegno civile e morale.

SCOPRI IL PROGRAMMA:

Mercoledì 10 giugno, ore 20.30 | Teatro Grassi
Far Finta di essere G.
Davide Calabrese e Lorenzo Scuda degli Oblivion in un gioco teatrale nel quale i brani di Giorgio Gaber vengono smontati, scomposti e ricomposti con intelligenza, originalità e anche un pizzico di sana follia.

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Giovedì 11 giugno, ore 20.30 | Teatro Grassi
Incontro con Levante
Una riflessione moderata da Lorenzo Luporini su come nascano le canzoni, cosa renda le canzoni durature nel tempo e su cosa significhi essere cantautrice o cantautore oggi.

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Venerdì 12 giugno, ore 20.30 | Teatro Grassi
Cerutti Gino, Il Riccardo, Porta Romana ma il suo nome era Umberto Simonetta
Insieme a Luca Sandri, Massimo Bernardini ci guida in un viaggio sorprendente fra romanzi, sketch televisivi, frammenti teatrali e popolarissimi testi per canzone, frutto di Umberto Simonetta, una personalità capace di interpretare con ironia gli ultimi quattro decenni del Novecento.

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Sabato 13 giugno, ore 20.30 | Teatro Grassi
Incontro con Enzo Iacchetti
Enzo Iacchetti, protagonista negli anni recenti di tanti omaggi e tributi al Signor G, parla di 25 minuti di felicità, il libro disarmante e sincero nel quale racconta se stesso e il suo percorso artistico.

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Domenica 14 giugno, ore 18 | Teatro Grassi
Incontro con Brunori Sas
Un’occasione per ripensare il teatro – nel solco tracciato da Gaber – non solo come luogo, ma come postura: un modo di stare sulla scena e nel mondo, in cui musica e parola si incontrano e diventano esperienza condivisa.

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Domenica 14 giugno, ore 20.30 | Teatro Grassi
Incontro con Gioele Dix e Paolo Kessisoglu. Il teatro d’evocazione.
Paolo Kessisoglu, interprete e autore, e Gioele Dix, regista, si sono confrontati con il teatro di evocazione, il genere sviluppato da Gaber e Luporini dove l’attore monologante rappresenta tutti i personaggi coinvolti.

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Tour del backstage | Piccolo <35

Tour del backstage | Piccolo <35

 

Uno sguardo esclusivo del dietro le quinte del Piccolo!

Scopri il calendario degli appuntamenti riservati alla community <35.


STAGIONE 2025/26 


→ Venerdì 27 marzo, ore 18.30
Teatro Strehler
 

→ Venerdì 17 aprile, ore 18.30
Teatro Strehler
 

→ Venerdì 8 maggio, ore 18.30
Teatro Strehler 


I tour del backstage hanno una durata di circa 75 minuti
Ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria. 
Puoi prenotare l'incontro direttamente nella tua Area Personale nella sezione "Le mie offerte".

 

Indagine Milano 2026

Indagine Milano 2026

 

La residenza Indagine Milano è la colonna vertebrale del Festival IMMERSIONI 2026.


Una mappatura artistica della città che si concentra sui quartieri meno centrali, un percorso di immersione nel tessuto urbano, nelle relazioni, nelle storie e nelle traiettorie delle persone, con l’obiettivo di restituire studi performativi capaci di comporre uno sguardo eterogeneo e multiforme sulla Milano contemporanea.

Dopo le edizioni 2022, 2023, 2024 e 2025 - che hanno coinvolto numerosi quartieri della città – nel 2026 Indagine Milano concentra le proprie energie su un unico territorio: il quartiere San Siro.

Indagine Milano promuove un approccio diretto con le comunità urbane, affinché dall’ascolto e dall’analisi dei contesti nascano materiali di drammaturgia contemporanea, intesi come espressione del patrimonio culturale immateriale della città. L’artista è chiamato ad assumere il ruolo di mediatore tra cittadini, territorio e processo creativo, favorendo connessioni profonde e durature, affinché arte e cultura diventino strumenti di lettura, elaborazione e metabolizzazione della contemporaneità. Indagine Milano è un percorso di ricerca e creazione che mette in relazione artisti, territori e comunità, invitando i partecipanti a immergersi nei contesti urbani, ad ascoltarne le voci, ad attraversarne le contraddizioni e le risorse. 

L’obiettivo del progetto è di sviluppare relazioni di prossimità tra comunità artistiche e comunità locali, promuovendo la cura delle relazioni sociali e analizzando il rapporto tra creazione, spazio pubblico e società. Allo stesso tempo, il progetto intende favorire la nascita di un ambiente di lavoro condiviso, fondato sul confronto, sullo scambio di pratiche e sulla crescita reciproca tra le artisti e gli artisti coinvolti.

La call è rivolta ad artiste, artisti e collettivi nazionali e internazionali che lavorano su linguaggi performativi ibridi e contaminati – dalla scrittura all’azione fisica, dal suono al video, fino a pratiche partecipative e dispositivi site specific.
 


Il percorso creativo


Una novità dell’edizione 2026 è la biforcazione della call: in fase di candidatura, gli artisti e i collettivi sono chiamati a scegliere fin da subito se orientare il proprio progetto verso una restituzione teatrale presso il Teatro Grassi o verso una restituzione site specific nel quartiere San Siro. Saranno particolarmente apprezzate idee originali sviluppate appositamente per Indagine Milano 2026.

Maggio – giugno 2026: ricerca e radicamento territoriale
In questa fase i gruppi selezionati potranno lavorare liberamente nel quartiere San Siro, dedicandosi alla ricerca, alle interviste, alla costruzione di relazioni, all’attivazione di collaborazioni e all’ascolto del territorio. È il tempo dell’esplorazione, dell’avvicinamento e della raccolta dei materiali.

29 giugno – 19 luglio 2026: residenza artistica intensiva
Tre settimane consecutive di lavoro intensivo presso mare culturale urbano, dedicate allo sviluppo creativo dei progetti, alla sperimentazione e alla definizione delle forme performative. Entro il mese di luglio è previsto un giorno di prove, allestimento e rifinitura in teatro per chi ha scelto di sviluppare la performance in palcoscenico.

10 – 20 settembre 2026: allestimento e restituzione pubblica
Una fase finale dedicata alla messa a punto degli esiti e alla loro presentazione pubblica nell’ambito del Festival IMMERSIONI, al Teatro Grassi e/o nei luoghi del quartiere San Siro individuati per le restituzioni site specific.

Direzione artistica di Andrea Capaldi
Il team curatoriale, insieme alla direzione artistica, si occupa della selezione dei progetti. Ciascun progetto selezionato è supportato da uno o più componenti del team curatoriale.
Il team curatoriale è composto da: Davide Carnevali, Federica Fracassi, Riccardo Frati, Nicola Russo e Benedetto Sicca.
 


Modalità di partecipazione


Per partecipare alla selezione è necessario inviare entro e non oltre le ore 23.59 del 23 marzo 2026 una mail a indagine.milano@maremilano.org secondo le modalità specificate nel testo della call.

Scarica la Call Indagine Milano 2026

L’indirizzo mail è attivo fino al 20 marzo 2026 anche per richieste di informazioni e chiarimenti relativi alla call.

 

 

Piano dell’Offerta Formativa (POF) per il triennio 2024-2027

© Attilio Marasco

Piano dell’Offerta Formativa (POF) per il triennio 2024-2027

(anni scolastici 24/25, 25/26, 26/27)
Scuola di Teatro Luca Ronconi del Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa


Approvato in data 11/02/2025
Ultimo aggiornamento in data 11/02/2025
Direttore della Scuola: Claudio Longhi
Coordinatore didattico: Alessio Maria Romano


La “Scuola di Teatro” del Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa è una scuola per attori fondata da Giorgio Strehler e in seguito diretta da Luca Ronconi e Carmelo Rifici. Attualmente il Direttore è Claudio Longhi.

Nata con lo scopo di fornire a giovani allievi gli strumenti necessari per affrontare il lavoro dell’attore, essa è strutturata in un unico corso articolato in tre anni. Nell’assetto attuale, i frequentanti, scelti tramite bando pubblico, non devono avere più di 27 anni.
 

1. PRINCIPI GENERALI
A partire dalla vocazione del Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa di essere Teatro Pubblico e nel solco della grande tradizione del teatro di regia del XX secolo – da cui il Piccolo Teatro di Milano trae origine e che, a partire dalle esperienze generative di Copeau, Stanislavskij e Silvio d’Amico, fa della Scuola di Teatro il fondamento di ogni estetica, pratica ed istituzione teatrale –, la “Scuola di Teatro Luca Ronconi” del Piccolo Teatro di Milano è uno degli snodi rilevanti dell’attività della Fondazione. Non per nulla l’esistenza della «scuola di teatro di alto perfezionamento» è prevista dall’art. 47 del D.M. 27 luglio 2017 e continua ad essere contemplata dall’articolo 51 del D.M. 23 dicembre 2024 regolante il nuovo triennio ministeriale (2025-2027).
Proprio in considerazione del suo rapporto organico con la vita del teatro, alla luce del mutato orizzonte storico-culturale entro il quale viviamo, il piano dell’offerta formativa della scuola per il nuovo triennio è stato pensato tenendo conto di quello stesso cambio di passo, di quella stessa discontinuità evolutiva attraversati in questi ultimi anni dalla Fondazione. L’impianto della nuova offerta formativa è stato pertanto costruito all’interno di una doppia logica (organizzativa e didattica) di “continuità” e di “scarto”, ossia di consolidamento della tradizione e di rimodulazione delle pratiche, in dialogo con il rinnovato contesto in cui ci troviamo a operare.


2. LA “CONTINUITÀ”, TRA CONSOLIDAMENTO E MIGLIORAMENTO
Sul piano della “continuità”, al fine di garantire la piena efficacia pedagogica e operativa di questo rilevante centro di formazione, le impostazioni strutturali mantenute intatte e rafforzate sono: 

1) la filosofia didattica di base del corso che – in assoluta fedeltà alla visione di Strehler e Ronconi – fa del metodo pragmatico-esperienziale dell’“imparare facendo” il fulcro pedagogico dell’insegnamento, e che si sforza di attribuire al percorso formativo del Piccolo Teatro una funzione eminentemente “educativa” e di “orientamento” nella professione, tentando al possibile di attribuire uno specifico profilo alla Scuola del Piccolo Teatro, rispetto a quello degli altri centri di formazione per attori operanti nella nostra Nazione, avendo particolare riguardo al tema dello sviluppo delle forme partecipative e della rifondazione dell’idea di attore;

2) lo stretto e intrinseco collegamento tra la direzione artistica del Teatro e la direzione didattica della Scuola (oggi entrambe tenute da Claudio Longhi), presupposto fondamentale per garantire il pieno e fecondo dialogo tra il progetto artistico della Fondazione e l’impegno pedagogico della stessa (elemento qualificante, quest’ultimo, della “Scuola di Teatro Luca Ronconi” in rapporto alle restanti scuole di teatro italiane);

3) l’impianto del percorso su base triennale;

4) nel quadro dell’attuale scansione dell’offerta formativa in quattro sezioni (Voce, Corpo, Recitazione e Cultura generale), la doppia articolazione degli insegnamenti tra materie, per così dire, “di base” (affidate a docenti con continuità strutturale) e “percorsi di approfondimento” (consegnati ad incontri con artisti – dando sempre più spazio in questo senso al dialogo con gli artisti associati al progetto artistico in corso);

5) la progressiva iniziazione al dialogo con la comunità degli spettatori – attraverso l’avvicendarsi di momenti di incontro con il pubblico durante i primi due anni di apprendimento in forma di “prove aperte”, avviamento a esperienze partecipative, inserimento in progetti appositamente studiati in tal senso (“progetti speciali” – e l’apertura finale al confronto con il pubblico con il saggio di fine corso (destinato a diventare spettacolo propriamente detto nella stagione successiva);

6) la gratuità del percorso pedagogico per le allieve e gli allievi;

7) il rispetto dei principi delle pari opportunità e dell’equilibrio di genere

Puntando a potenziare e migliorare i punti di forza già esistenti della “Scuola di Teatro Luca Ronconi”, nel formulare il nuovo POF si è cercato di:

1) costruire un’offerta formativa in stretta connessione con la programmazione del teatro così da consentire alle allieve e agli allievi di fare talvolta pratica non solo nelle aule di lezione in senso stretto, ma anche negli spazi teatrali propriamente detti della Fondazione: Teatro Strehler, Teatro Grassi e Teatro Studio Melato (la possibilità di affinare le tecniche espressive e interpretative nel confronto concreto con il palcoscenico è infatti una leva pedagogica fondamentale);

2) potenziare il dialogo tra l’esperienza pedagogica e l’esperienza produttiva del teatro – straordinario elemento qualificante dell’offerta formativa della Fondazione.


3. LO “SCARTO”, LINEE DI INTERVENTO
Concentrando l’attenzione sullo «scarto» rispetto all’esistente (uno scarto non concepito per rinnegare la tradizione, ma per darle nuovo slancio a contatto con il presente), nella formulazione del nuovo POF si è scelto di lavorare secondo le seguenti traiettorie:

1) dare nuovo impulso allo studio della lingua italiana (in una prospettiva, ovviamente, attorico-recitativa e performativa). Attingendo alle riflessioni sviluppate in proposito da Luca Ronconi e aprendole a nuovi sviluppi, lo studio delle pratiche attoriali è stato concepito in stretto dialogo con lo studio della linguistica generale, della psicolinguistica, della filologia e glottologia, oltre che della retorica, della metrica e della didattica dell’italiano. Logica conseguenza di un’impostazione di questo genere è stata l’introduzione di uno specifico insegnamento di “Analisi del testo” sullo studio del repertorio italiano, ma non solo (tra regola, eccezione e apertura al confronto con scritture non drammaturgiche e con la drammaturgia internazionale);

2) in continuità con l’approfondimento dello studio della lingua italiana, attenzione particolare è stata dedicata allo studio della poesia e del verso (non si dimentichi che la funzione autoreferenziale del linguaggio poetico fa infatti proprio del verso il luogo deputato per la scoperta del funzionamento del linguaggio);

3) corollario delle due linee pedagogiche appena enunciate è stato il potenziamento dello studio tecnico del linguaggio musicale (il confronto con la grammatica musicale è stato infatti ritenuto essenziale per sviluppare nel discente un approccio non spontaneistico, ma di piena consapevolezza ai problemi di funzionamento del linguaggio);

4) ispirandosi a un assunto fondamentale della pedagogia strehleriana (e, per il tramite di Strehler, della grande pedagogia registica del XX secolo fino a Mejerchol´d), si è deciso di recuperare sistematicamente la lezione della Commedia dell’Arte, come preziosa chiave di accesso ai nuovi linguaggi del corpo, della performance e dell’“antropologia teatrale” (assumendo la formulazione data da Eugenio Barba a questa disciplina). Secondo l’esatta e illuminante intuizione di Fabrizio Cruciani, la storia del teatro è – infatti – essenzialmente uno straordinario repertorio di modelli su cui plasmare forme nuove;

5) allo scopo di dare uno specifico profilo formativo alla “Scuola di Teatro Luca Ronconi” rispetto agli altri centri di formazione per attori italiani, saldando la Scuola stessa al progetto artistico in essere della Fondazione, si è deciso di avviare le allieve e gli allievi alle teorie e alle pratiche del teatro partecipativo, per insegnare loro a essere “portatori sani” di cultura teatrale e primo motore per la penetrazione dell’esperienza teatrale in quei contesti socioculturali che ne sono normalmente più lontani, se non addirittura estranei;

6) nella logica dello scarto, nodo fondamentale è stato quello di elaborare una pedagogia dell’attore sempre più improntata a fare proprie le conseguenze e le implicazioni della frattura epocale prodottasi negli ultimi anni a seguito della crisi (o della “liquefazione”) del modello estetico e produttivo della “Regia Magistrale” classica. Riteniamo che sia questa una sfida cruciale per formare attori che siano realmente pronti a entrare nel “mercato del lavoro” attuale. Sul piano dell’elaborazione di un paradigma pedagogico, determinante, in tal senso, è stato un recupero delle riflessioni di Leo de Berardinis sulla figura dell’autore-attore. Sul piano pratico, invece, leva didattica fondamentale per la soluzione del problema della messa a punto di una nuova pedagogia dell’attore, capace di rispondere alle rinnovate strategie poetico-operative dei linguaggi teatrali contemporanei, è stata quella dell’aggiornamento dell’offerta formativa degli insegnamenti di cultura generale;

7) con specifica attenzione all’offerta formativa del triennio 24/25, 25/26 e 26/27, cura particolare è stata dedicata a sviluppare il percorso didattico sulla base di un approfondimento critico della pedagogia e della poetica di Luca Ronconi. L’intitolazione del corso a questo Maestro non è stata, in effetti, un mero omaggio formale o “di circostanza”, ma è nata dalla necessità di aprire un cantiere pedagogico di lavoro che, sanando un grande vuoto del nostro attuale sistema teatrale, è stato pensato in dialogo l’eredità del Maestro Ronconi per trarre, da questo ampio campo di esperienza, utili stimoli per immaginare e costruire quel teatro del “nuovo millennio” che si è da poco avviato. Punti nevralgici di riflessione sono stati: a) l’indagine critica sulla nozione di repertorio; b) la decostruzione delle convenzioni rappresentative; c) l’esplorazione della categoria di “irrappresentabilità”; d) l’elaborazione di una nuova grammatica e retorica del montaggio, aggiornata ai mutati orizzonti tecnologici di cui disponiamo; e) lo scavo del parlato; f) il ripensamento del dialogo con il classico;

8) nel rispetto del ruolo di Teatro d’Europa che compete alla Fondazione, si è cercato di por mente a una riorganizzazione sistematica del respiro internazionale della “Scuola di Teatro Luca Ronconi”, specie a partire dalle relazioni internazionali in essere per il Piccolo Teatro sulla base dei progetti e delle reti europee cui l’ente partecipa (con particolare riguardo alla rete dell’École des Maîtres e dei progetti Future Laboratory e UNLOCK THE CITY!) così come dello scambio con gli artisti associati stranieri. In questa prospettiva, interlocutori rilevanti si sono rivelati il Théâtre National de Strasbourg (ossia il Teatro Nazionale cui in Francia compete il compito specifico della Formazione) e il Toneelhuis Antwerp (per le stimolanti politiche messe in atto da quest’ultimo soggetto a sostegno dei giovani artisti);

9) avendo riguardo all’attenzione specifica ai temi della sostenibilità che il Piccolo Teatro di Milano ha posto in questi ultimi anni al centro del proprio operare, il triennio 24/25, 25/26 e 26/27 della “Scuola di Teatro Luca Ronconi” è stato pensato anche per essere un laboratorio di esperimenti volti a migliorare l’inclusività della Scuola. Il triennio deve insomma servire per mettere a punto strategie di più ampio respiro su come la Scuola di Teatro del Piccolo può affrontare la questione dell’inclusività, specie in rapporto al vasto orizzonte delle differenti abilità.


4. L’ORGANIZZAZIONE DIDATTICA
Dal punto di vista didattico, all’inizio del primo anno, dopo un periodo di attenta valutazione, la direzione formula un’ipotesi pedagogica basata sulle necessità del gruppo costituito
In questa prima fase si tende a valorizzare l’apprendimento del bagaglio tecnico, fondamentale per approcciarsi, in un secondo momento, alle diverse declinazioni del paradigma dell’attore/performer.
L’educazione del corpo e della voce, nelle loro possibili articolazioni, parallelamente all’insegnamento di materie di cultura generale, danno all’allievo basi tecniche solide e precisi orizzonti operativi culturali entro i quali muoversi.
Importante, durante questo primo anno, un serio lavoro pedagogico, volto a far scoprire all’allievo le sue fragilità fisiche e psicologiche, per portarlo a consapevolezza di quei freni che gli impediscono la libertà fondamentale per l’esercizio della propria arte.
È bene precisare che, in questa prima fase di percorso, anche in considerazione del processo di liquefazione che sta segnando la scena contemporanea, le materie di recitazione sono essenzialmente affidate ad attrici e attori, nell’intento di far accostare i discenti all’arte della recitazione attraverso il punto di vista di futuri colleghi.

Il secondo anno è incentrato soprattutto sulla scoperta e l’attraversamento delle differenti declinazioni della creazione scenica contemporanea (lavoro di gruppo in collettivo, forme neocapocomicali, renaissance della drammaturgia vista come matrice generativa dell’evento scenico, dialogo con la performance, intrecci con il teatro musicale, ibridazioni regia/coreografia…).
Restano importanti le didattiche legate alla tecnica, anche se piegate alla necessità di valorizzare l’autorialità dell’attore. Durante il secondo anno fondamentali sono le periodiche valutazioni da parte dei docenti, attraverso una serie di lezioni aperte il cui obiettivo è quello di condurre i giovani attori a sperimentare davanti al pubblico le tecniche e i sistemi appresi.
Snodo fondamentale nel passaggio dal primo al secondo anno è la messa a punto, sotto la guida di un docente di recitazione, di in una prima restituzione pubblica del lavoro dei ragazzi sotto forma di studio con organizzazione drammaturgica complessa, per un verso scaturita da un compimento delle esperienze maturate nella prima fase del percorso di apprendimento, per l’altro tesa a comporre un repertorio di “materiali” da analizzare nel corso del secondo anno didattico (sul piano delle tecniche del corpo, del movimento e della voce e sul fronte della recitazione).
Durante il secondo anno, si procede pure alle prime sperimentazioni sul terreno della partecipazione e all’immissione nei processi produttivi del teatro.

Aperto da un affinamento dello studio posto in capo al secondo anno (concepito come momento di confronto fondativo con il “non metodo” Ronconi), il terzo anno è pensato su sessioni intensive di recitazione costruite come vere e propri carotaggi di differenti poetiche teatrali anche internazionali (creazione come “incontro con l’Altro”). I differenti “incontri” proposti agli allievi forniranno loro strumenti per l’elaborazione di un autonomo canone di “esercitazioni”. Durante questo decisivo anno accademico, nel corso del quale gli insegnamenti tecnici precipitano nella messa a punto di un vero e proprio training personalizzato per ciascun discente, gli allievi, chiamati a dialogare con rilevanti profili artistici, completano il proprio apprendistato a trecentosessanta gradi. Il lavoro sul personaggio, sulla relazione scenica, sullo spazio e sul tempo rivela finalmente il loro vero obiettivo: quello di creare non solo attori, ma soprattutto uomini consapevoli del valore dell’arte nella società, del fondamenti etici dell’operato attorico, della responsabilità “politica” dell’artista. La formazione triennale è chiusa dalla messa in scena di un saggio, destinato a farsi spettacolo nella stagione successiva.
 

Leggi il POF e scopri l’offerta formativa e il calendario dei corsi


 

Ascolta le tue voci, città

Ascolta le tue voci, città

Laboratorio di narrazione corale ad uso e consumo degli abitanti di Milano a cura di Michele Dell’Utri

 

Cosa vuol dire abitare Milano? Etimologicamente significa avere Milano e indica anche il modo in cui noi siamo Milano.

Milano è i suoi abitanti: quelli visibili e quelli “invisibili”; quelli “nuovi”, arrivati da altri luoghi o con un background migratorio alle spalle, e quelli che a Milano sono nati così come vi erano nati i genitori; gli abitanti che nessuno vede anche se ci passa accanto e quelli che non vogliono essere visti o che preferiscono il rifugio di una stanzetta oppure necessitano di periodi brevi o lunghi in cui stare al riparo dello sguardo altrui; quelli che cercano e quelli che attendono; quelli che lavorano e quelli che riposano; quelli che costruiscono e quelli che fuggono, quelli che ritornano e quelli che ricordano. Milano e (congiunzione) i suoi abitanti è anche la storia delle loro narrazioni: nelle quali c’è chi si ritrova, chi se ne distacca, chi si confonde sfumando la realtà nella nebbia della finzione e chi rimane in attesa di una voce in cui riconoscersi.
 

Tutti gli abitanti di Milano hanno una voce e noi vorremmo ascoltarla e farla ascoltare attraverso un laboratorio teatrale “corale” (nel senso “di gruppo”) che prende la forma specifica di chi lo abita ed è accompagnato da alcuni piccoli suggerimenti attoriali sull’uso della voce, sulla narrazione orale e/o sulla lettura, predisposti appositamente da un attore per l’uso e consumo da parte di ogni cittadina/o, di qualsiasi età e da qualsiasi posizione si trovi a partecipare. 

In attesa di Miracolo a Milano, il nuovo spettacolo diretto da Claudio Longhi, a partire dall’omonimo film Miracolo a Milano – il capolavoro firmato De Sica-Zavattini in cui fantasia e storia si mescolano da 75 anni – e dal corredo di documenti, immagini, suoni, scritti letterari, riflessioni tecniche e fantastiche che ne hanno rappresentato l’orizzonte ideale, concreto e simbolico, gli abitanti del laboratorio possono confrontarsi, raccontare, ascoltare, sognare a occhi aperti oppure – per usare una delle immagini più rappresentative del film – salire su una scopa magica per volare su Milano: per guardarla o ritrovarla (magari anche quella passata), scoprirla o fantasticarla (magari anche quella futura), “fingerla” e darle la forma o la voce che si preferisce.

Un laboratorio teatrale di narrazione corale è anche una maniera di essere attore o attrice della Città

Nell’ambito di Aspettando Miracolo a Milano.

IL PROGRAMMA

CASA DI RIPOSO PER MUSICISTI – FONDAZIONE GIUSEPPE VERDI
Piazza Buonarroti 29, Milano
Attività riservata agli ospiti della Casa di riposo per musicisti – Fondazione Giuseppe Verdi

  • giovedì 5 febbraio 2026, dalle 16 alle 18
  • giovedì 12 febbraio 2026, dalle 16 alle 18
  • lunedì 9 marzo 2026, dalle 16 alle 18
  • venerdì 20 marzo 2026, dalle 10 alle 12
  • venerdì 27 marzo 2026, dalle 16 alle 18

FONDAZIONE CASA DELLA CARITÀ – A. ABRIANI ONLUS
Via F. Brambilla 10, Milano
Attività riservata agli ospiti della Fondazione Casa della Carità

  • martedì 10 febbraio 2026, dalle 13.30 alle 17
  • martedì 10 marzo 2026, dalle 13.30 alle 17
  • martedì 17 marzo 2026, dalle 13.30 alle 17
  • martedì 24 marzo 2026, dalle 14 alle 16.30
  • martedì 31 marzo 2026, dalle 13.30 alle 17

OSPEDALE FATEBENEFRATELLI E OFTALMICO – CASA PEDIATRICA, REPARTO DEI DISTURBI DELLA NUTRIZIONE E DELL’ALIMENTAZIONE
Piazzale Principessa Clotilde 3, Milano
Attività riservata ai pazienti del Dipartimento disturbi del Comportamento Alimentare (CDA)
in collaborazione con ABA – Associazione Bulimia e Anoressia

  • venerdì 6 febbraio 2026, dalle 14 alle 16
  • mercoledì 11 febbraio 2026, dalle 14 alle 16
  • venerdì 13 febbraio 2026, dalle 14 alle 16
  • mercoledì 11 marzo 2026, dalle 14 alle 16
  • mercoledì 18 marzo 2026, dalle 14 alle 16
  • venerdì 20 marzo 2026, dalle 14 alle 16

BIBLIOTECA LAMBRATE | ZONA 3
Via Carlo Valvassori Peroni 56, Milano
Ingresso libero

  • lunedì 23 febbraio 2026, dalle 19 alle 21.30
  • lunedì 9 marzo 2026, dalle 19 alle 21.30
  • lunedì 23 marzo 2026, dalle 19 alle 21.30
  • mercoledì 25 marzo 2026, dalle 19 alle 21.30
  • giovedì 16 aprile 2026, dalle 19 alle 21.30
  • lunedì 20 aprile 2026, dalle 19 alle 21.30

SCUOLA DI LINGUA E CULTURA ITALIANA PER ADULTI STRANIERI DELLA COMUNITÀ DI SANT’EGIDIO
Via Lanzone 13, Milano
Attività riservata agli utenti della Comunità di Sant’Egidio

  • domenica 8 febbraio 2026, dalle 16 alle 18
  • domenica 15 febbraio 2026, dalle 16 alle 18
  • domenica 22 febbraio 2026, dalle 16 alle 18

 


Gli appuntamenti Oltre la scena dedicati a Miracolo a Milano sono realizzati con il sostegno di


 
 

C’era una volta Milano

© Josselyn Castro

C’era una volta Milano

Laboratorio teatrale a cura di Daniele Cavone Felicioni e Giulia Trivero
 

Un progetto del Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa in collaborazione con MM
 

Immagina per un attimo una città in cui ogni desiderio, anche il più piccolo, possa prendere forma. Se per ventiquattr’ore, come accade a Totò con la sua colomba magica in Miracolo a Milano, ogni sogno potesse diventare realtà, cosa vorresti? Sognare è gratis, per dirla con le parole di Cesare Zavattini, e proprio dal giocare a immaginare nasce il laboratorio C’era una volta Milano, ispirato ai temi del nuovo spettacolo diretto da Claudio Longhi.


La potenza immaginativa del teatro è il mezzo attraverso il quale giochiamo a trasformare la realtà. Gli esercizi che scandiscono gli incontri si muovono attorno alla natura creativa della prassi teatrale nei suoi elementi fondamentali: parola, corpo e scrittura. Elementi capaci di rendere possibile ciò che non esiste (ancora), di dare forma a mondi nuovi, di trasformare, per esempio, una statua in una persona, far spuntare il sole in una nebbia fittissima o convertire delle baracche in una città.

La struttura della fiaba (per ragazzi, ma che possono leggere anche i grandi) è la bussola del laboratorio. Le fiabe, con i loro archetipi, le loro figure ancestrali e l’enigmaticità del loro linguaggio, hanno sempre raccontato i desideri più profondi degli esseri umani e le loro contraddizioni.

Attraverso esercizi di voce e corpo, Daniele Cavone Felicioni e Giulia Trivero guidano le partecipanti e i partecipanti del laboratorio a trasformare i propri desideri in una fiaba unica e personale, per contribuire a creare, chissà, una città e un mondo in cui dire buongiorno vuol dire veramente buongiorno.

Nell’ambito di Aspettando Miracolo a Milano

IL PROGRAMMA

STABILE VIA VAL BAVONA, 2 | MILANO
Ingresso libero – attività svolta in collaborazione con Autogestione Val Bavona 2

  • venerdì 7 novembre 2025, ore 17.30 | lettura del romanzo Totò il buono di Cesare Zavattini – prima parte
  • venerdì 21 novembre 2025, ore 18.30 | laboratorio con Giulia Trivero – primo appuntamento
  • mercoledì 3 dicembre 2025, ore 18.30 | laboratorio con Daniele Cavone Felicioni e Giulia Trivero – secondo appuntamento
  • lunedì 2 febbraio 2026, ore 17.30 | laboratorio con Giulia Trivero – terzo appuntamento
  • mercoledì 11 febbraio 2026, ore 17.30 | laboratorio con Giulia Trivero – quarto appuntamento
  • mercoledì 18 febbraio 2026, ore 17.30 | laboratorio con Daniele Cavone Felicioni e Giulia Trivero – quinto appuntamento

STABILE VIA FRATELLI RIZZARDI, 22 | MILANO
Ingresso libero – attività svolta in collaborazione con il Comitato Inquilini F.lli Rizzardi 22

  • sabato 8 novembre 2025, ore 18 | lettura del romanzo Totò il buono di Cesare Zavattini – prima parte
  • venerdì 14 novembre 2025, ore 17 | laboratorio con Daniele Cavone Felicioni – primo appuntamento
  • giovedì 4 dicembre 2025, ore 17 | laboratorio con Daniele Cavone Felicioni e Giulia Trivero – secondo appuntamento
  • giovedì 5 febbraio 2026, ore 17.30 | laboratorio con Daniele Cavone Felicioni e Giulia Trivero – terzo appuntamento
  • giovedì 12 febbraio 2026, ore 17.30 | laboratorio con Daniele Cavone Felicioni – quarto appuntamento
  • martedì 17 febbraio 2026, ore 17.30 | lettura del romanzo Totò il buono di Cesare Zavattini – seconda parte, a cura di Lino Guanciale
  • giovedì 19 febbraio 2026, ore 17.30 | laboratorio con Daniele Cavone Felicioni e Giulia Trivero – quinto appuntamento

 


Gli appuntamenti Oltre la scena dedicati a Miracolo a Milano sono realizzati con il sostegno di


 

 

Lettura integrale a puntate del romanzo Totò il buono

© Marta Ferrarini

Lettura integrale a puntate del romanzo Totò il buono


Con l’intento di allargare l’esperienza teatrale “oltre la scena” e il momento della rappresentazione, valorizzando reti culturali e sociali, lo spettacolo Miracolo a Milano, diretto da Claudio Longhi, è accompagnato dalla lettura integrale in due puntate del romanzo Totò il buono di Cesare Zavattini.


Protagonisti delle letture sono le attrici e gli attori della compagnia Daniele Cavone Felicioni, Michele Dell’Utri, Diana Manea e Giulia Trivero.

Nell’ambito di Aspettando Miracolo a Milano

IL PROGRAMMA

Biblioteca Parco Sempione | Zona 1
Viale Miguel de Cervantes, Milano
a cura di Giulia Trivero

  • lunedì 9 febbraio 2026, ore 18
  • lunedì 16 febbraio 2026, ore 18

Ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria a c.biblioparco@comune.milano.it

Biblioteca Oglio | Zona 4
Via Oglio 18, Milano 
a cura di Daniele Cavone Felicioni

  • lunedì 9 febbraio 2026, ore 18
  • lunedì 16 febbraio 2026, ore 18

Ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria a c.bibliooglio@comune.milano.it

Biblioteca Gallaratese | Zona 8
Via G. Quarenghi 21, Milano
a cura di Diana Manea

  • lunedì 9 febbraio 2026, ore 18
  • lunedì 16 febbraio 2026, ore 18

Ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria su milanobiblioteche.it

Biblioteca Cassina Anna | Zona 9
Via S. Arnaldo 17, Milano
a cura di Michele Dell’Utri

  • lunedì 9 febbraio 2026, ore 18
  • lunedì 16 febbraio 2026, ore 18

Ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria su milanobiblioteche.it

 


Gli appuntamenti Oltre la scena dedicati a Miracolo a Milano sono realizzati con il sostegno di


 

 

Agorà della cultura – Il teatro dello sport

Agorà della cultura – Il teatro dello sport


Una piazza aperta a 360°, dove riscoprire il piacere di conoscere, ma anche di riconoscersi come parte attiva della società civile.

 

Con questo spirito, la seconda edizione di Agorà della cultura propone un ciclo di appuntamenti dedicati ai Giochi Olimpici e Paralimpici invernali, indagandone il mito, la storia e l’immaginario.


Tre incontri,  che guardano allo sport come fatto culturale e sociale, capace di riflettere trasformazioni profonde: dal mito antico dell’agone alle stagioni olimpiche che hanno segnato la storia del paese, dalla nascita e dall’evoluzione dell’esperienza paralimpica fino alle suggestioni letterarie dello sport sulla neve e sul ghiaccio.

Per ciascun appuntamento, due nomi d’eccezione – studiose e studiosi, esperte ed esperti di settore – danno vita a conversazioni aperte, tra divulgazione, approfondimento e confronto, coordinate dalle domande e dagli interventi di Silvia Romani, professoressa ordinaria di Mitologia, Religioni del mondo classico e Antropologia del mondo classico all’Università degli Studi di Milano.

Gli eventi, realizzati in collaborazione con Esselunga “Partner of Milano Cortina 2026” e ospitati nei nuovi spazi di Studio Esse a Casa Esselunga, nel Cortile delle Armi del Castello Sforzesco, si inseriscono nel palinsesto dell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026 e fanno parte del programma Il Piccolo per Milano Cortina 2026.

IL PROGRAMMA

Il mito dei Giochi Olimpici

venerdì 13 febbraio 2026, ore 17
Studio Esse a Casa Esselunga
Laura Pepe e Nicola Gardini dialogano intorno alle origini dei Giochi Olimpici, al loro statuto simbolico e al modo in cui il mondo antico ha vissuto e rappresentato l’esperienza dell’agone. Modera Silvia Romani.
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1976-2026: racconti paralimpici

venerdì 20 febbraio 2026, ore 17
Studio Esse a Casa Esselunga
Martina Caironi e Linda Casalini ripercorrono la storia delle Paralimpiadi invernali, a cinquant’anni dalla loro prima edizione. Modera Silvia Romani.
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L’Italia e le Olimpiadi invernali

venerdì 6 marzo 2026, ore 17
Studio Esse a Casa Esselunga
Sergio Giuntini e Maria Canella raccontano le due edizioni delle Olimpiadi invernali che, prima di Milano Cortina 2026, hanno portato l’Italia al centro della scena olimpica: Cortina 1956 e Torino 2006. Modera Silvia Romani.
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Nell’ambito di


 

In collaborazione con
 


“Partner of Milano Cortina 2026”

 

Incontri con gli artisti | Piccolo <35

Incontri con gli artisti | Piccolo <35

 

Un’occasione per approfondire, conoscere e dialogare.

Scopri gli incontri con le artiste e gli artisti della stagione riservati alla community <35.


STAGIONE 2025/26 


Prova aperta | Miracolo a Milano 
Venerdì 27 febbraio, ore 19 | Teatro Strehler
Miracolo a Milano, la celebre “favola bella” di De Sica/Zavattini, approda sul palcoscenico con la regia di Claudio Longhi, protagonisti Lino Guanciale e Giulia Lazzarini. A pochi giorni dalla prima assoluta, una prova aperta, riservata alla community <35: un momento speciale per affacciarsi ai lavori in corso e al processo creativo che conduce lo spettacolo alla scena.
Ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria
Puoi prenotare l'incontro direttamente nella tua Area Personale nella sezione "Le mie offerte".

Il corpo del musical 
WORKSHOP 
Sabato 7 febbraio, ore 10.30 | Teatro Strehler — Sala Fortunato
Nel corso del workshop Il corpo del musical, Marco D’Agostin condividerà alcune pratiche ed esercizi che lo hanno condotto alla creazione di Asteroide, lo spettacolo vincitore del Premio UBU 2026 come Miglior Spettacolo di Danza e che ha debuttato al Piccolo nel giugno del 2025.
Ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria
Puoi prenotare l'incontro direttamente nella tua Area Personale nella sezione "Le mie offerte".
Il workshop ha una durata di circa 2 ore. 
Si consiglia di indossare un abbigliamento comodo.

 

Milano Flamenco Festival 2026

Milano Flamenco Festival 2026


Un flamenco dal respiro sempre più nuovo e stimolante che, senza snaturare la propria essenza, conferma il suo ruolo di arte fra le arti: giunto alla diciannovesima edizione, Milano Flamenco Festival torna sul palcoscenico del Teatro Strehler dal 15 al 19 giugno 2026.
 

Immancabile nella nostra programmazione, Milano Flamenco Festival è una preziosa selezione della vibrante scena del flamenco di oggi, con le icone mondiali della danza e le artiste e gli artisti emergenti più innovativi e all’avanguardia. 
 

Hilos è il filo conduttore di questa edizione del Festival: una riflessione sulla capacità di rinascere, di ridefinire i confini dell’identità e di interrogare la tradizione, aprendola al presente. Attraverso fili – reali e simbolici – si tessono memorie, gesti e significati che collegano passato e contemporaneità, dando forma a identità in costante trasformazione.

A tessere questi fili è la figura di Federico García Lorca, nel 90° anniversario della sua morte. Tre artisti – Úrsula López, Manuel Liñán e José Maya – portano in scena, in prima nazionale, tre mondi diversi che si illuminano reciprocamente, riflettendo l’universo del grande artista granadino: flamenco viscerale, poetico, visionario, sociale, politico e identitario. 

Acquista due o tre spettacoli a un prezzo speciale grazie alla Flamenco Card.


SCOPRI GLI SPETTACOLI:

Comedia sin título

Úrsula López e la sua compagnia restituiscono vita, attraverso il canto, la danza e la materia viva del duende, la Comedia sin título, opera incompiuta di Federico García Lorca.

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Bailaor@

Manuel Liñán, vincitore del Premio Nacional de Danza, esplora la libertà del corpo nel flamenco, superando le categorie di maschile e femminile e trasformando il bailaor in uno spazio fluido, vibrante e rivoluzionario.

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Lejano

José Maya e la sua compagnia si muovono tra passato e futuro per scoprire le radici e la potenza del cante flamenco, trasformando canto e danza in strumenti di verità, denuncia ed emozione profonda.

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